Il Partito dei lavoratori (PT, di sinistra), fondato dall'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha avuto il suo peggior risultato della storia alle elezioni amministrative svoltesi domenica in Brasile. In particolare a San Paolo, la città più importante del Paese, dove il candidato del PT Gilmar Tatto ha ottenuto solo l'8,7% dei voti, classificandosi al sesto posto e oramai fuori dai giochi di ballottaggio.
La sconfitta a San Paolo e nei Municipi del cordone industriale dell'omonimo Stato, come San Bernardo do Campo, storica roccaforte del partito di Lula, ha avviato un dibattito interno sulla strategia seguita in queste elezioni. Nella metropoli si è frattanto imposto il sindaco uscente Bruno Covas (PSDB, centrodestra), che al ballottaggio se la dovrà vedere con Guilherme Boulos, del Partito socialismo e libertà.
Il PT ha avuto uno scarso rendimento anche negli altri 5’600 comuni andati alle urne: oltre che a San Paolo, il gruppo politico, coinvolto per altro in uno scandalo di corruzione scoppiato nel 2014, ha raccolto pochissimi consensi anche a Rio de Janeiro (dove va al ballottaggio da favorito l'ex sindaco Eduardo Paes del DEM, partito di destra) e Belo Horizonte, città tra le maggiori del Paese sudamericano.
Se Lula non ride neppure l’attuale presidente Jair Bolsonaro ha di che festeggiare. Parecchi candidati “sponsorizzati” dal presidente non hanno infatti avuto partita vinta alle urne, visto che gli elettori, maggioritariamente, hanno premiato i candidati presentati dagli storici partiti di centro e di destra. Così l'uscente a Rio Marcelo Crivella si qualifica a fatica per il secondo turno, mentre a San Paolo Celso Russomanno ne resta fuori. Alle urne, per eleggere 5'569 sindaci e Consigli comunali erano chiamati 148 milioni di elettori che, complice la pandemia di coronavirus, hanno assistito ad una campagna elettorale fatta per lo più in modalità virtuale e sui social network.
I dubbi di Bolsonaro
Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, lunedì ha espresso i propri "dubbi" sui ritardi registrati nello spoglio dei voti dopo le elezioni amministrative svoltesi domenica in circa 5600 comuni del Paese. "Dobbiamo controllare bene il conteggio dei voti in modo che non lasci dubbi, questo deve essere affidabile e veloce, senza lasciare spazio a supposizioni", ha detto il capo dello Stato, anche alla luce di alcuni problemi informatici ammessi dall'autorità di vigilanza sulle elezioni, il Tribunale superiore elettorale.
ATS/ANSA/AFP/Swing/pon






