La corsa alla presidenza si sta per concludere. Molti statunitensi sono ancora indecisi su chi sia il miglior candidato da votare. C’è anche chi ha vissuto questa campagna dall’ "esterno", pur vivendo negli Stati Uniti da oltre 15 anni. È il caso del ticinese Alessandro Orelli, 36enne, trasferitosi ad Atlanta per lavoro.
"Sappiamo tutti di non avere due candidati idonei, in molti non riescono a capire come si è arrivati ad avere allo scontro finale queste due figure così controverse", sostiene Orelli. "Donald Trump è il classico figlio di papà che non capisce nulla di politica, di economia e di amministrazione. Ha abusato del sistema americano per oltre 20 anni evadendo il fisco. Sulla Clinton invece aleggia una grossa nuvola chiamata corruzione. Io purtroppo non posso votare perché sono solo residente, ma se potessi....".
Stati Uniti dunque con il fiato sospeso e con il futuro "incerto", secondo il nostro interlocutore. "Se Trump viene eletto rischiamo una Terza guerra mondiale, con la Clinton... forse riusciamo ad evitarla. Si voterà il meno peggio insomma e tutto, secondo i media locali, dipenderà dalla Florida. In quello Stato ci sono molti 'latinos', che di sicuro non voteranno per il 'tycoon' ".
Mauro Botti






