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Corruzione, Erdogan in difficoltà

Il premier turco prova a gestire lo scandalo che ha colpito il suo Governo mentre la gente protesta in piazza. L'UE auspica imparzialità e trasparenza nelle indagini

  • 27.12.2013, 19:23
  • Ieri, 12:43
Il primo ministro turco Erdogan

Il primo ministro turco Erdogan

  • REUTERS

Il governo della Turchia, guidato da Recep Tayyip Erdogan, sta affrontando una delle peggiori crisi politiche degli ultimi anni. Il 25 dicembre si sono dimessi tre ministri, i figli dei quali sono stati accusati di corruzione, ed altre persone vicini all’ambiente governativo sono state arrestate in quella che è stata definita "la più grande operazione contro la corruzione". Erdogan ha fatto un rimpasto dell’Esecutivo cambiandone ben dieci ed ha gridato al complotto, rimuovendo alcuni ufficiali di polizia che svolgevano le indagini.

Nonostante ci sia il sospetto di manovre di "disturbo" sulle indagini, secondo quanto riferito dal canale tv privato NTV, un tribunale del paese ha bloccato una norma del governo di Ankara varata lo scorso 21 dicembre, mirata a secretare le rivelazioni della polizia sul ruolo dei superiori per limitare l’effetto scandalo della corruzione che sta scuotendo il paese.

Reazioni politiche e di protesta

Giungono le prime defezioni eccellenti nel partito del premier con accuse alla leadership dell'Akp di "arroganza". L'esercito turco ha poi smentito voci di un colpo di Stato ed ha annunciato di volersi tenere fuori dalle tensioni politiche generate dallo scandalo. Sono arrivate le prime reazioni anche da Bruxelles, da parte del commissario UE all'Allargamento Stefan Fuele, secondo la quale la Turchia deve "prendere tutte le misure necessarie per garantire che le accuse" di corruzione siano "affrontate senza discriminazioni o preferenze in modo trasparente e imparziale".

Quanto sta accadendo ad Erdogan ha ridato fiato alle opposizioni che chiedono che lasci il Governo. Venerdì sera, la polizia turca ha disperso con cannoni d'acqua e proiettili di gomma centinaia di dimostranti che cercavano di riunirsi ad Instanbul proprio per chiedere le dimissioni di un primo ministro sempre più in difficoltà.

ATS/ANSA/Red.MM/sdr

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