La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato parte dei dazi imposti da Donald Trump, colpendo così uno dei pilastri centrali della sua agenda economica. I giudici – con una maggioranza di 6 a 3 – hanno stabilito che il presidente non aveva l’autorità di ricorre all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge pensata per situazioni di emergenza nazionale, mai usata prima per introdurre tariffe così estese. La legge non fa alcun riferimento esplicito ai dazi, competenza esclusiva del Congresso e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe al presidente.
La decisione invalida in particolare le cosiddette tariffe “reciproche”, fra cui il 15% imposto alla Svizzera. Restano invece in vigore i dazi su acciaio e alluminio, che hanno un altra base legale: settoriale e non geografica.
La decisione della Corte, contenuta in 170 pagine, è firmata da John Roberts, il presidente dei “saggi”. Tre giudici conservatori hanno dunque in qualche modo “tradito” il presidente e votato con i tre liberali. Si tratta di Amy Coney Barrett, Neil M. Gorsuch e lo stesso presidente Roberts. A favore delle tariffe si sono invece espressi Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh.

Trump fa marcia indietro sui dazi punitivi
Telegiornale 22.01.2026, 12:30

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Notiziario 20.02.2026, 17:00
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