Giovedì Washington e Taipei hanno firmato formalmente l’accordo commerciale reso noto a metà gennaio, che prevede una riduzione dal 20% al 15%, al massimo, dei dazi doganali applicati ai prodotti taiwanesi importati negli Stati Uniti. L’accordo allinea questi dazi doganali a quelli imposti sui beni europei e giapponesi.
Secondo l’Ufficio del rappresentante della Casa Bianca per il Commercio (USTR) l’accordo prevede in cambio da parte del governo taiwanese una serie di misure volte a “liberare i prodotti americani da pratiche commerciali sleali”.
“Questo accordo è stato possibile grazie alla lunga relazione economica e commerciale con Taiwan e migliorerà significativamente le nostre catene di approvvigionamento, in particolare nei settori dell’alta tecnologia”, ha dichiarato in un comunicato Jamieson Greer USTR.
L’intesa “ci mette su un piano di parità con i nostri rivali”, ha dichiarato il vice primo ministro taiwanese e principale negoziatore, Cheng Li-chiun. “Rispetto ai paesi concorrenti, abbiamo persino ottenuto un vantaggio relativo, in quanto abbiamo colmato il ritardo che avevamo accumulato rispetto agli altri accordi”, ha aggiunto durante una conferenza stampa a Washington.
Da parte americana, l’accordo prevede ora un massimo del 15% di dazi doganali sui prodotti taiwanesi, compresi quelli teoricamente soggetti ai cosiddetti dazi settoriali. Dovrebbe inoltre consentire l’ingresso negli Stati Uniti, secondo un sistema di quote, di alcuni prodotti provenienti dall’isola senza alcun dazio doganale.
Taiwan si impegna dal canto suo a “eliminare o ridurre il 99% delle barriere tariffarie” sui prodotti americani e a ridurre le “barriere non tariffarie”, ossia le normative specifiche, per settori quali veicoli a motore, prodotti farmaceutici o apparecchiature mediche, impegnandosi in particolare ad accettare gli standard americani per queste tre categorie.
Notiziario delle 5.00 del 13.02.26, l’accordo tra USA e Taiwan
RSI Info 13.02.2026, 06:55
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