Il premier russo Dmitri Medvedev è arrivato stamane (lunedì) a Sinferopoli, accompagnato da diversi ministri, per valutare la situazione economica e per discutere dello sviluppo della Crimea. Il capo del Governo è il più alto responsabile giunto da Mosca, da quando la penisola ha votato il suo distacco dall’Ucraina per aderire alla Russia, il 16 marzo. La settimana scorsa era toccato al ministro della difesa Sergei Shoigu.
La regione "avrà uno statuto economico speciale", ha detto, e godrà di benefici fiscali e di una burocrazia snellita, alla scopo di attirare investitori. Il premier ha pure annunciato la creazione di un ministero ad hoc, il cui titolare sarà Oleg Saveliev.
Il viaggio di Medvedev segue l’incontro di domenica fra il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, e il segretario di Stato statunitense John Kerry, un colloquio di quattro ore conclusosi attorno alla mezzanotte con un nulla di fatto. In conferenza stampa, i capi delle due diplomazie hanno ribadito le loro posizioni.
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Il primo ha insistito su una struttura federalista per l’Ucraina, che considera l’unica capace di garantire il rispetto dei diritti dei russofoni nell’est del paese, mentre il secondo ha risposto che non si possono imporre delle soluzioni a Kiev in sua assenza. E Kiev di federalismo non ne vuole sapere: “Raccomandiamo a Mosca di mettere fine agli ultimatum contro il legittimo Governo di uno Stato sovrano”, recita un comunicato, “e di concentrare la sua attenzione sulla disastrosa condizione delle minoranze sul suo territorio, compresa quella ucraina”.
ATS/Reuters/pon
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Mosca ritira le truppe dalla zona di confine
La Russia sta progressivamente ritirando le sue truppe dalla zona di confine con l'Ucraina, secondo un portavoce del Ministero degli esteri di Kiev, che nei giorni scorsi aveva manifestato timori per un'invasione da est dopo l'annessione della Crimea. "Potrebbe trattarsi del bisogno di assicurare un ricambio", ha detto, ma anche del risultato dei colloqui fra Russia e Stati Uniti. Secondo Andrii Parubi, presidente del consiglio di sicurezza nazionale ucraino, Mosca aveva ammassato 100'000 uomini alla frontiera. Per Washington, che ne chiedeva il ritiro, erano 20'000.
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RG delle 18.30 - Il servizio di Pierre Ograbek
RSI Info 31.03.2014, 20:52






