Mercoledì sera la parte orientale di Cuba, dove si trova Santiago de Cuba, è rimasta al buio a causa di un guasto alla rete elettrica, secondo quanto annunciato dalla compagnia elettrica nazionale. Da due anni l’isola è afflitta da ripetuti e massicci blackout. “Alle 20.54 si è verificato un guasto nella sottostazione Holguin 220 kV, causando la disconnessione della rete elettrica nella parte orientale del Paese”, ha indicato sui social network l’azienda pubblica Union Eléctrica de Cuba (UNE).
La compagnia ha precisato che “la provincia di Holguin era parzialmente senza corrente, mentre le province di Granma, Santiago de Cuba e Guantanamo erano completamente senza corrente”. La città di Santiago de Cuba, la seconda del Paese, situata nell’omonima provincia, conta 400’000 abitanti.
Cuba, nazione di 9,6 milioni di abitanti sotto embargo americano, ha subito cinque blackout generali dalla fine del 2024, alcuni dei quali sono durati diversi giorni. La popolazione subisce anche lunghe interruzioni quotidiane dell’erogazione di energia elettrica, aggravatesi dall’inizio di gennaio, con la caduta del presidente venezuelano Nicolas Maduro, alleato dell’Avana, e la fine delle forniture di petrolio da Caracas all’isola.
La situazione potrebbe peggiorare ulteriormente dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di firmare un decreto che consente agli Stati Uniti di imporre dazi doganali ai Paesi che vendono petrolio all’Avana. Per giustificare questa politica di pressione, Washington invoca una “minaccia eccezionale” che Cuba, isola caraibica situata a soli 150 km dalla costa della Florida, rappresenterebbe per la sicurezza nazionale americana.
Lunedì, Donald Trump ha assicurato che il Messico, che fornisce petrolio a Cuba dal 2023, smetterà di farlo. Il giorno prima, la presidente messicana Claudia Sheinbaum aveva annunciato l’intenzione di inviare aiuti umanitari all’isola e aveva detto di stare lavorando a un modo per continuare a inviarle petrolio.
Del resto, il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres si è detto “estremamente preoccupato per la situazione umanitaria a Cuba che peggiorerà, se non addirittura collasserà”, se gli Stati Uniti continueranno a minacciare l’approvvigionamento di petrolio dell’isola, ha dichiarato mercoledì il suo portavoce.





