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Dopo 50 anni due ergastoli per l’omicidio di Cristina Mazzotti

La 18enne fu rapita il 30 giugno 1975 a Eupilio (Como) e tenuta prigioniera in una fossa per settimane - Il cadavere venne ritrovato in una discarica il primo settembre successivo

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Cristina Mazzotti fu sequestrata sotto casa ad Eupilio (Como) il primo luglio del 1975 e morì dopo una detenzione di 27 giorni

Cristina Mazzotti fu sequestrata sotto casa ad Eupilio (Como) il primo luglio del 1975 e morì dopo una detenzione di 27 giorni

  • ANSA
Di: ATS/M. Ang. 

La Corte d’assise del tribunale di Como ha condannato all’ergastolo Giuseppe Calabrò, oggi 74 anni, originario di San Luca (Reggio Calabria), residente a Bovalino, e Demetrio Latella, oggi 71 anni, detto “Luciano”, anche lui originario di Reggio ma residente in provincia di Novara, per il concorso nell’omicidio volontario aggravato di Cristina Mazzotti. L’allora 18enne fu rapita il 30 giugno 1975 a Eupilio e tenuta prigioniera in una fossa per settimane.

Il padre pagò il riscatto (un miliardo e cinquanta milioni di lire dell’epoca) dopo aver venduto tutto quello che possedeva, anche la villa, ricorda il Corriere della Sera, ma Cristina era già stata uccisa. Il cadavere venne ritrovato il primo settembre successivo a Galliate (Novara). Era stato gettato in una discarica. Il padre morì d’infarto, a 55 anni, sette mesi dopo.

Cristina Mazzotti fu la prima donna vittima dei sequestri di ‘ndrangheta che insanguinarono la Lombardia a partire dagli anni Settanta.

Latella è reo confesso. Ammise di avere preso parte al rapimento dopo l’attribuzione della sua impronta digitale che fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento, attribuzione resa possibile dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto nel 2006. Il tribunale ha assolto i due imputati dal reato di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione in quanto il reato è da ritenersi estinto per intervenuta prescrizione. Assolto per non avere commesso il fatto il terzo imputato, Antonio Talia, oggi 73 anni di Africo.

Calabrò e Latella sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale di 600’000 euro a favore di ciascuno dei due fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti.

Oggi, mercoledì, nell’aula del tribunale erano presenti anche rappresentanti degli studenti del liceo classico Carducci di Milano, dove studiava Cristina.

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Sequestri senza confini

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50 anni fa il sequestro di Cristina Mazzotti

Il Quotidiano 04.07.2025, 19:00

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