Mondo

Storia di Steve, da corrispondente internazionale ad autista di Uber

Incontro con un ex giornalista che raccontava la disperazione dei migranti e oggi è costretto a viverla

  • Un'ora fa
  • Un'ora fa
immagine
03:22

Reinventarsi per necessità: da giornalista a tassista

Telegiornale 04.02.2026, 20:00

Di: Massimiliano Herber 

Quella di Steve potrebbe essere la storia di un sogno americano al contrario. O la parabola sfortunata di chi prima accarezza il successo per poi ripiombare nella fragilità. O una vicenda emblematica - ma neppure troppo originale, ahinoi - della crisi del settore dei media e dei giornalisti che perdono il lavoro. Ma, forse, la forza degli articoli di Steve Scherer, che sulla piattaforma online Substack sono diventati un bestseller, colpisce perché sono una testimonianza diretta e perché raccontano senza giri di parole di un Paese dove i cittadini sono molto più poveri dei loro predecessori.

La pagina di Steve Scherer su Substack

La pagina di Steve Scherer su Substack

  • stevescherer.subastack.com


A 55 anni e dopo 28 all’estero quale corrispondente (per Bloomberg e per Reuters, tra le più autorevoli agenzie di stampa del mondo) al seguito dell’improvvisa chiusura della sede di Ottawa, Steve è dovuto tornare negli Stati Uniti. “Ho trovato un Paese molto più cupo di quando l’avevo lasciato nel 1997”, confessa amaro quando lo incontriamo per il Telegiornale RSI, tra un colloquio di lavoro e altre corse. Originario dell’indiana, ora abita con i tre figli nel nord della Virginia, a due passi da Washington e per sbarcare il lunario fa l’autista di Uber. Come reporter e capo ufficio nella capitale canadese guadagnava 130’000 dollari l’anno, come autista Uber poco più di 36’000, praticamente la soglia di povertà federale.

Steve Scherer

Steve Scherer

  • RSI/m.h.

Sul sedile posteriore, racconta Steve, vede la sua stessa fragilità, spesso nei volti dei molti immigrati che vanno al lavoro, che “come me s’arrangiano per tirare avanti”. Quelle persone che, silenziosamente, sono “il lubrificante della grande macchina dei servizi che fa funzionare l’economia americana”. Una scoperta paradossale per chi in veste di giornalista - a lungo corrispondente dall’Italia - ha documentato la crisi migratoria nel Mediterraneo: “Non capivo quella disperazione… ma ora la capisco di più. Perché anch’io ho dovuto lasciare un Paese che non volevo lasciare e andare in uno in cui non volevo andare. E faccio fatica economicamente…. E capisco cosa può spingere qualcuno a compiere scelte disperate”.

Uber.JPG
  • RSI/m.h.

Steve continua a considerarsi un giornalista e a cercare un impiego nel settore della comunicazione. Ma l’inattesa esperienza alla guida per Uber gli ha permesso di cogliere una deriva silenziosa e nessuno può permettersi di non cercare di navigarla.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare