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Dal Perù al fronte, scatta un’inchiesta su 600 uomini reclutati dalla Russia

Ingannati da false offerte di lavoro, pensavano di firmare per un impiego nella sicurezza, ma si sono ritrovati in trincea

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Trincea russa
01:51

Radiogiornale delle 12.30 del 03.05.2026: Il servizio di Naima Chicherio sul reclutamento russo in Perù

RSI Info 03.05.2026, 12:30

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Di: Radiogiornale - Naima Chicherio / M.Mar. 

La procura peruviana ha aperto un’inchiesta per traffico di esseri umani verso la Russia. Sono state infatti diverse le segnalazioni sul reclutamento di centinaia di cittadini peruviani attraverso annunci di lavoro ingannevoli. Questi uomini, che pensavano di diventare agenti di sicurezza, si sono invece ritrovati in trincea.

Si tratta di una rete molto estesa, la quale opera anche in altri Paesi della regione, come Colombia e Messico, attraverso un’agenzia che per sfuggire alla giustizia, avrebbe cambiato nome almeno sei volte. Questo modus operandi è stato riscontrato in altre aree, in particolare in Africa, dove l’esercito russo ha reclutato migliaia di soldati in oltre 30 Stati.

Dal Perù sono scomparsi circa 600 uomini, con un picco di partenze lo scorso 15 aprile. I reclutati non avevano un profilo che li accomunava, tanto è vero che solo il 10% di loro aveva una formazione militare o di polizia, mentre gli altri praticavano tutt’altre professioni. Erano cuochi, meccanici, autisti, attirati dalla promessa di stipendi fra i 2’000 e i 3’000 dollari per fare l’agente di sicurezza.

Il reclutamento è avvenuto in centri commerciali o aeroporti, dove sono stati firmati contratti non in spagnolo, ma in russo. Non si trattava di contratti di lavoro, bensì di un arruolamento volontario.

In televisione l’avvocato che rappresenta questi uomini ha spiegato che ogni tanto riescono a telefonare dal fronte di guerra con l’Ucraina, mandano la posizione in cui si trovano e chiedono di essere soccorsi. Tredici di loro sono appena morti.

Nessuno vuole o è in grado di aiutarli. Per il momento l’ambasciata russa in Perù dice che sono mercenari, mentre l’ambasciata peruviana a Mosca non ha neppure risposto ai loro appelli o alle loro richieste d’aiuto. Anzi, dieci peruviani hanno cercato rifugio dentro l’ambasciata, ma sono stati mandati via. Ci sono, quindi, molti interrogativi, anche sul ruolo svolto dalla missione peruviana in Russia in questa rete.

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