La proposta russa di una tregua per il 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra la vittoria sovietica sulla Germania nazista, non convince Kiev. Per l’Ucraina, l’offerta del Cremlino appare più come una mossa tattica e propagandistica che come un reale passo verso la fine della guerra. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto chiarimenti agli Stati Uniti sulla portata dell’iniziativa, dopo che Donald Trump aveva riferito di aver discusso con Vladimir Putin di “una piccola tregua”. Kiev insiste invece su un cessate il fuoco più lungo, verificabile e credibile.
A rendere ancora più fragile il quadro diplomatico contribuisce il rinvio della visita a Kiev degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. I due erano attesi nella capitale ucraina nell’ambito dei tentativi di riattivare il canale negoziale, ma il viaggio non è al momento in programma. Secondo ricostruzioni di media ucraini, pesano i dubbi a Washington sulla possibilità di ottenere progressi concreti, oltre alle priorità della diplomazia americana sul dossier mediorientale.
Kiev incassa però una nuova svolta positiva sul fronte europeo, dopo l’uscita di scena del premier unghereseViktor Orban. E’ lo spostamento della Slovacchia del premier Robert Fico, fino ad ora quasi totalmente allineato a Orban nella critica a Kiev e nella vicinanza a Mosca. Zelensky e Fico si sono visti a Kiev e il risultato è molto positivo per l’Ucraina.
Intanto la Russia ha annunciato che la cerimonia del 9 maggio sulla piazza rossa sarà in formato ridotto. Niente carri armati, missili o altro equipaggiamento militare pesante, ufficialmente a causa della “situazione operativa” legata alla guerra. Secondo media russis anche la trasmissione televisiva dovrebbe durare appena 50 minuti, contro le ore degli anni passati.

Ucraini, gli effetti dei nuovi criteri
Telegiornale 29.04.2026, 20:00



