Hanspeter Thür, il preposto federale alla sorveglianza dei dati, non è molto sorpreso dai risvolti del recente scandalo Prism, riguardante la sorveglianza delle comunicazioni negli Stati Uniti.
"Chi ricorre ai servizi informatici americani, deve mettere in conto che le informazioni vengano registrate", ha affermato il Mister Dati elvetico. Il garante svizzero ha però sottolineato di avere le mani legate e di non poter fare nulla per evitare che gli utilizzatori della Confederazione vengano schedati, soprattutto se hanno sottoscritto le condizioni di utilizzazione dei colossi delle telecomunicazioni.
La situazione è diversa per quanto riguarda Google. "Se i dati venissero registrati in Svizzera e trasmessi negli Stati Uniti senza il consenso dell'interessato, potremmo intervenire". Thür ha chiesto informazioni in merito a Google, Facebook e altri fornitori.





