Gli Stati Uniti applicheranno dazi del 25% sui beni provenienti da Giappone e Corea del Sud a partire dal 1° agosto. Lo ha annunciato lunedì il presidente statunitense Donald Trump con due lettere quasi identiche pubblicate sul suo social Truth e indirizzate a Tokyo e Seoul. Stessa percentuale per la Tunisia. Myanmar e Laos dovranno invece pagare quote del 40%, mentre il Sudafrica e la Bosnia del 30%. All’Indonesia toccano dazi del 32%, alla Serbia e al Bangladesh del 35%, alla Cambogia e alla Thailandia del 36%
Nelle prossime ore verranno resi noti i dazi per altri Paesi. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato lunedì, alla domanda su Giappone e Corea del Sud, che le tariffe statunitensi specifiche per Paese non si aggiungeranno ai dazi previsti per i vari settori. Circa i Paesi BRICS, gli Stati Uniti non imporranno immediatamente nuovi dazi del 10%, ma lo faranno in caso di azioni politiche “anti-americane”.
Trump ha poi firmato un ordine esecutivo per posticipare l’introduzione dei dazi contro gli altri Paesi dal 9 luglio al 1° agosto. Il presidente degli Stati Uniti aveva imposto a inizio aprile tariffe doganali elevate e poco dopo le aveva ridotte al 10% per la maggior parte dei Paesi, tra cui la Svizzera, per un periodo di negoziazione di 90 giorni.
Per quanto riguarda la decisione per Giappone e Corea del Sud, Trump ha spiegato che ci sarebbero degli squilibri persistenti nei commerci tra gli Stati Uniti e i loro principali alleati asiatici. E ha avvisato: “Se per qualsiasi motivo decideste di aumentare le tariffe, l’importo che vorreste aumentare verrà aggiunto al 25 percento che stiamo imponendo”.
La Svizzera attende
La Svizzera è ancora nell’incertezza per quanto riguarda la controversia doganale con gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump non ha ancora reso noto alcuna informazione. E il Consiglio federale non sa neppure quando avverrà la comunicazione. “Sono consapevole che le persone attendono con ansia il risultato o la lettera degli Stati Uniti di oggi”, ha dichiarato martedì il consigliere federale Albert Rösti.
Due settimane fa la presidente della Confederazione e ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, dopo una telefonata con il segretario al Tesoro USA Scott Bessent, ha annunciato che questi le avrebbe detto che “si è molto vicini a un accordo”, pur ammettendo che gli USA sono in ritardo nelle trattative perché impegnati su molti fronti. I dazi rimangono dunque per ora del 10%.

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