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Disastro ferroviario in Andalusia, “è stato un caos totale”

I media spagnoli hanno raccolto le testimonianze dei passeggeri dei due convogli che si sono scontrati vicino a Cordova: “È stato come un terremoto”

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  • 18 minuti fa
Una fotografia diffusa dalla protezione civile spagnola

Una fotografia diffusa dalla protezione civile spagnola

  • Keystone
Di: Federico Talarico 

“È stato terribile. Siamo stati sbalzati in aria. Grazie a Dio sto bene, ma c’erano molte persone in condizioni peggiori di me”. Queste le parole a El País di Rocío, una passeggera del treno Madrid-Huelva che domenica si è scontrato con un altro treno proveniente da Malaga. Stava tornando a casa dopo aver sostenuto gli esami di ammissione per agenti di polizia penitenziaria, era con due amiche, anche loro rimaste ferite.

Ora è ricoverata in ospedale a Cordova: “Sono sotto osservazione a causa dei colpi alla testa e del vomito. Le mie costole non sono rotte, solo dislocate. I medici mi hanno fatto un primo controllo in reparto e poi mi hanno mandata in ospedale. Sono coperta di dolori e lividi”.

Il presidente della Giunta Regionale dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno, ha dato questa mattina qualche aggiornamento sulle condizioni delle vittime. Il bilancio è di una quarantina di decessi e un centinaio di feriti. Dei 48 ancora ricoverati, undici si trovano in diverse unità di terapia intensiva della città di Cordova.

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L’evacuazione e le operazioni di soccorso

RSI Info 19.01.2026, 10:02

Salvador Jiménez parlando con la Radiotelevisión Española (RTVE), ha paragonato quello che è oggi uno dei peggiori disastri ferroviari nella storia della Spagna a un sisma: “C’è stato un momento in cui si è sentito un terremoto”. “Un movimento molto improvviso”, continua Jiménez, movimento che corrispondeva al deragliamento delle ultime tre carrozze, una delle quali si è ribaltata.

María Jiménez si trovava nella quarta carrozza dello stesso treno e ricorda una “turbolenza” iniziale che poi si è trasformata in una frenata improvvisa e, più tardi, in urla. “Sembrava un film dell’orrore”, ha spiegato in un’intervista a Radio Nacional de España (RNE).

“È il tipo di esperienza che pensi di non dover mai provare“, afferma la passeggera che ammette di sentirsi come se dovesse svegliarsi “da un momento all’altro” da un brutto sogno.

Montse Ruiz viaggiava nell’ultima carrozza del treno, ha spiegato ai media spagnoli che il treno stava procedendo “normalmente” quando ha iniziato a rallentare per poi fermarsi “all’improvviso”. All’interno della carrozza, persone e bagagli si sono sballottati in modo incontrollato.

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Le immagini subito dopo l’incidente

RSI Info 19.01.2026, 07:38

Un’altra delle persone colpite, parlando da Adamuz, ha detto di essere “nervosa” ma, ora in un luogo sicuro, di sentirsi “bene”. Tutti concordano sul fatto che al momento della tragedia, l’equipaggio, i passeggeri e i servizi di emergenza si siano mobilitati per cercare di aiutare le persone più colpite.

Nonostante lo shock, anche Salvador Jiménez ha sottolineato come “l’intera città si è stretta attorno a loro”, ringraziando i residenti e il personale di emergenza intervenuti.

Sul luogo dell'incidente
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Deragliano due treni in Spagna, morti e feriti

RSI Info 19.01.2026, 07:43

  • Reuters

Purtroppo ci sono ancora dei dispersi, come Ricardo Chamorro Cáliz, 57 anni, che viaggiava sul treno diretto a Huelva. La famiglia e gli amici lo stanno cercando disperatamente sui social media. Sua moglie si è recata a Cordova: “Lo ha cercato in tutti gli ospedali della città, ma non c’è”, racconta Rocío Lazarev, un’amica di famiglia. Suo figlio ha lasciato Salamanca e si sta dirigendo a Cordova per cercare di trovarlo.

Questo senso d’incertezza è dovuto alla mancanza di notizie. La Giunta Regionale dell’Andalusia ha infatti chiesto a coloro che non sono gravemente malati di utilizzare i social media per comunicare il proprio stato di salute e di essere fuori pericolo, rassicurando così i propri cari.

In un centro adibito a primo soccorso dopo lo scontro

In un centro adibito a primo soccorso dopo lo scontro

  • Reuters

In questo senso Cordova, Huelva e Madrid hanno istituito centri di supporto per le persone colpite dall’incidente e le loro famiglie. Il Comune di Cordova ha aperto un centro per fornire alloggio e supporto, attraverso un accordo con la Croce Rossa, a coloro che sono stati curati e dimessi dall’Ospedale Reina Sofía. Il centro rimarrà operativo fino al trasferimento delle persone colpite nelle loro città di origine o di destinazione, secondo fonti comunali.

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Notiziario

Notiziario 19.01.2026, 10:00

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