Diversi alleati mediorientali degli Stati Uniti - ha dichiarato un diplomatico arabo all’agenzia AP - hanno esortato l’amministrazione Trump a sospendere gli attacchi contro l’Iran per la repressione sanguinosa dei manifestanti da parte del Governo.
Nelle ultime 48 ore, alti funzionari di Egitto, Oman, Arabia Saudita e Qatar hanno espresso preoccupazione per il fatto che un intervento militare statunitense potrebbe scuotere l’economia globale e destabilizzare ulteriormente una regione già instabile.
Ciononostante, giovedì la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito che “tutte le opzioni rimangono sul tavolo” per Donald Trump nella gestione della questione iraniana.
Diversi alleati mediorientali degli Stati Uniti contrari all’intervento in Iran
Egitto, Oman, Arabia Saudita e Qatar preoccupate per il fatto che un attacco militare contro Teheran potrebbe destabilizzare ulteriormente una regione già instabile

La bandiera americana sulla spalla di un soldato
Nuova Zelanda: ambasciata chiusa, personale trasferito in Turchia
La Nuova Zelanda ha dichiarato di aver temporaneamente chiuso la sua ambasciata a Teheran e di aver fatto partire il suo personale diplomatico a causa del deterioramento della sicurezza in Iran. Il personale diplomatico ha lasciato l’Iran in sicurezza a bordo di voli commerciali durante la notte, ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri. Le operazioni dell’ambasciata sono state trasferite ad Ankara, in Turchia.
Droni e tracciamento dei segnali contro le antenne di Starlink
In Iran l’accesso a Internet è crollato del 99% dall’8 gennaio, lasciando quasi isolati 90 milioni di cittadini. Per aggirare il blackout alcuni usano Starlink (il servizio Internet satellitare di SpaceX funziona grazie a una rete di migliaia di satelliti in orbita bassa), reso gratuito da Elon Musk. I terminali - illegali nel Paese - costano oltre 1’000 dollari sul mercato nero. Secondo gli attivisti ce ne sono circa 50’000 in funzione. Chi li utilizza (tramite antenne che devono avere una visuale libera verso il cielo) rischia però anni di carcere. E le autorità li individuano grazie a droni e tracciamento dei segnali, intensificando i sequestri di antenne sui tetti di Teheran.
Egitto, Oman, Arabia Saudita e Qatar contrari all'intervento USA
Diversi alleati mediorientali degli Stati Uniti - ha dichiarato un diplomatico arabo all’agenzia AP - hanno esortato l’amministrazione Trump a sospendere gli attacchi contro l’Iran per la repressione sanguinosa dei manifestanti da parte del Governo.
Nelle ultime 48 ore, alti funzionari di Egitto, Oman, Arabia Saudita e Qatar hanno espresso preoccupazione per il fatto che un intervento militare statunitense potrebbe scuotere l’economia globale e destabilizzare ulteriormente una regione già instabile.
Ciononostante, giovedì la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito che “tutte le opzioni rimangono sul tavolo” per Trump nella gestione della questione iraniana.
“La verità è che solo il presidente Trump sa cosa intende fare e solo un ristretto gruppo di consiglieri è a conoscenza delle sue intenzioni”, ha affermato Leavitt. Ha poi aggiunto: “Continua a monitorare da vicino la situazione sul campo in Iran”.
Casa Bianca: fermate in Iran 800 esecuzioni
Donald Trump ha appreso che “circa 800 esecuzioni in Iran sono state fermate ieri e sta monitorando la situazione”: lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, precisando che “tutte le opzioni restano sul tavolo”.
Il presidente USA e il suo team, ha aggiunto, hanno dichiarato alle autorità iraniane che se le uccisioni continueranno “ci saranno gravi conseguenze”.
Netanyahu chiede a Trump di posticipare piani attacco
Benyamin Netanyahu ha chiesto a Donald Trump di posticipare eventuali piani per un attacco militare USA all’Iran: lo riporta il “New York Times” citando un alto funzionario statunitense. Il primo ministro israeliano ha parlato con Trump ieri, lo stesso giorno in cui il presidente USA ha dichiarato di aver ricevuto informazioni da “fonti molto importanti dall’altra parte” secondo cui l’Iran aveva smesso di uccidere i manifestanti e non stava procedendo con le esecuzioni. Ciò sembrava indicare che Trump stesse rinunciando a un possibile attacco degli Stati Uniti all’Iran, che stava valutando da giorni. Funzionari israeliani e arabi, sottolinea il “New York Times”, temono che l’Iran potrebbe reagire colpendo i loro Paesi nel caso di attacchi USA.
La Svizzera ha convocato l’ambasciatore iraniano a Berna
La Svizzera ha convocato giovedì mattina l’ambasciatore iraniano a Berna e ha espresso la sua «profonda preoccupazione» per la violenza esercitata dalle forze di sicurezza iraniane, ribadendo la sua «ferma e forte» opposizione alla pena di morte.
Con questa convocazione, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha voluto esprimere «che non si comprende una simile violenza» e che non si è mai visto un numero così elevato di morti in così pochi giorni, ha dichiarato alla RTS Monika Schmutz Kirgöz, capo della divisione Medio Oriente e Nord Africa (MENA) del DFAE.
L’ambasciatore iraniano in Pakistan: "Trump ci ha informato che non attaccherà"
L’ambasciatore iraniano in Pakistan ha affermato in un’intervista su un sito pachistano che Donald Trump “ieri ha informato l’Iran di non avere alcuna intenzione di attaccare il Paese”, chiedendo a Teheran “moderazione” nel contrastare le manifestazioni anti-regime. Lo riportano Ynet e al Jazeera.
Swiss sospende i voli notturni per Tel Aviv
A causa dell’attuale situazione in Medio Oriente, Swiss sospende i voli notturni per Tel Aviv, a partire da questa sera e fino al 19 gennaio. Anche l’ultimo volo notturno previsto nell’orario invernale da e per Beirut dal 17 al 18 gennaio sarà cancellato, ha reso noto Swiss. Gli spazi aerei iraniani e iracheni saranno evitati fino a nuovo avviso. La compagnia aerea sta monitorando la situazione e adeguerà le operazioni di volo di conseguenza.
Come si racconta un Paese quando internet è spento
L’Iran è in una bolla: da giovedì scorso le autorità statali hanno imposto il blackout informatico. Anche la telefonia mobile è stata interrotta e solo di recente è stata parzialmente riattivata, con forti limitazioni. E quindi? Com’è possibile che materiale foto e video circolasse fuori dal Paese durante uno dei blackout più severi della storia della Repubblica islamica dell’Iran?
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Come-si-racconta-un-Paese-quando-internet-%C3%A8-spento--3424767.html
Intervento USA meno probabile, crolla il prezzo del greggio
Giovedì i prezzi del greggio sono crollati, poiché il mercato ha rivisto al ribasso la possibilità di un intervento militare americano in Iran dopo una dichiarazione di Donald Trump in cui affermava che “le uccisioni” in Iran “erano terminate”. A Parigi, verso le 11.00, il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a marzo, ha perso il 4,42% a 63,58 dollari. Il suo equivalente americano, il barile di West Texas Intermediate, con consegna a febbraio, è sceso del 4,47% a 59,25 dollari.
Intervento USA imminente? Crosetto: "La situazione cambia di ora in ora"
“Ieri avrei detto sì, oggi direi forse no. La situazione cambia di ora in ora”. Così il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, rispondendo - margine della seduta d’Aula - a chi gli chiede se a suo avviso gli USA interverranno in Iran.
Trump: "Pahlavi? Non so se la sua leadership sarebbe accettata in Iran"
In una intervista alla Reuters, pubblicata sul sito dell’agenzia, Donald Trump ha detto che l’ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi “sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto... Ma è molto presto, troppo presto per dirlo. Non so come vada d’accordo con il suo Paese”. E ancora: “Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership, ma certamente se lo accettassero sarebbe perfetto per me”, ha aggiunto, specificando di non aver mai parlato con Pahlavi.
Il Gruppo Lufthansa eviterà lo spazio aereo in Iran e Iraq "fino a nuovo avviso"
Il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno “fino a nuovo avviso”, a seguito delle minacce statunitensi contro l’Iran. Il gruppo, che, oltre al vettore tedesco comprende Swiss, ITA Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover ed Eurowings, ha spiegato in una nota di evitare questi spazi aerei “a causa dell’attuale situazione in Medio Oriente”.
Teheran, 'abbiamo il pieno controllo, ora c'è calma'
Le autorità iraniane hanno il “controllo totale” della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista a Fox News, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse. “Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c’è calma. Abbiamo il controllo totale” della situazione, ha dichiarato alla rete USA, secondo estratti di un’intervista registrata oggi.
Il Regno Unito chiude temporaneamente l'ambasciata a Teheran
L’ambasciata britannica nella capitale iraniana Teheran è stata “temporaneamente chiusa”, ha dichiarato il governo di Londra. “Abbiamo temporaneamente chiuso l’ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto”, ha dichiarato un portavoce del governo. “Le indicazioni di viaggio del Ministero degli Esteri sono state aggiornate per riflettere questa modifica consolare”.
Trump, 'uccisioni in Iran si sono fermate, non ci sono piani di esecuzioni'
“Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni”. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.
“Siamo stati informati in modo piuttosto forte che le uccisioni in Iran stanno cessando e non c’è alcun piano per le esecuzioni”, ha detto Trump notando che sul tema si stava parlando molto negli ultimi giorni. “Oggi sarebbe stato il giorno delle esecuzioni”, ha aggiunto. Trump ha quindi precisato che sarebbe molto deluso se l’informazione non si rivelasse vera.
G7: "Pronti a ulteriori misure" nei confronti dell'Iran
I ministri degli esteri dei Paesi del G7 hanno dichiarato in serata di essere “pronti a imporre ulteriori misure restrittive, se l’Iran continuerà la repressione delle manifestazioni”.
È quanto si afferma in una dichiarazione congiunta rilasciata dalla Francia, che attualmente detiene la presidenza del G7. Nella stessa si esprime profonda preoccupazione per l’elevato numero di vittime della repressione.
“Condanniamo l’uso deliberato della violenza e il fatto che i manifestanti vengano uccisi, detenuti arbitrariamente e sottoposti a tattiche di intimidazione da parte delle forze di sicurezza”, hanno quindi dichiarato i capi delle diplomazie di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, nonché l’Alta rappresentante dell’UE.
Reuters, fonti europee: 'possibile intervento militare USA in Iran entro 24 ore'
“Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense” in Iran “appare probabile” e per uno dei due “potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore”: lo scrive l’agenzia di stampa Reuters sul suo sito. “Anche un funzionario israeliano - scrive sempre la Reuters - ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti”.
"Il regime venderà cara la pelle"
Il punto della situazione e i possibili scenari futuri nell’intervista a Nima Baheli, analista geopolitico e di intelligence.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Proteste-in-Iran-%E2%80%9Cil-regime-vender%C3%A0-cara-la-pelle%E2%80%9D--3424452.html
Nuovo bilancio di IHR: 3'248 morti
L’ONG Iran Human Rights, che ha la sua sede in Norvegia, ha fornito un nuovo bilancio - secondo il proprio conteggio - delle vittime delle proteste nella Repubblica islamica in corso dalla fine di dicembre. Sono ora 3’428, mentre gli arresti superano quota 10’000.
Iraniani in piazza a Zurigo
A seguire quanto sta succedendo in Iran, ci sono gli iraniani in esilio. In molte città si stanno tenendo manifestazioni. Ieri, martedì, ce n’è stata una anche a Zurigo, vicino alla stazione centrale.

Zurigo: manifestazione degli esuli iraniani
Telegiornale 14.01.2026, 12:30
Iran: in corso i funerali degli agenti uccisi nelle proteste
Sono in corso simultaneamente a Teheran e in altre province del paese i funerali dei membri delle forze di sicurezza che sono rimasti uccisi durante le proteste scoppiate in Iran il 28 dicembre a causa della crisi economica. Le immagini trasmesse dalla tv di Stato mostrano centinaia di persone radunate per le strade di Teheran, Isfahan e Bushehr che sventolano la bandiera della Repubblica islamica ed espongono ritratti della Guida suprema Ali Khamenei durante le cerimonie funebri. Secondo l’agenzia degli attivisti dei diritti umani Hrana 147 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante le manifestazioni in Iran, mentre i dimostranti uccisi sono almeno 2’403, tra cui 12 minorenni.
UE, Metsola: "Sull'Iran serve una risposta coerente e unita"
Le recenti proteste in Iran rappresentano una richiesta “forte e inequivocabile di cambiamento” da parte della società iraniana e richiedono “una risposta coerente e unita” dell’Unione europea. Lo scrive la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in una lettera indirizzata vertici delle istituzioni dell’UE.
Nella lettera, Metsola sollecita l’adozione di sanzioni più forti e mirate contro i responsabili della repressione in corso in Iran, chiede lo stop a ogni export verso Teheran di tecnologie che possano essere utilizzate per la sorveglianza e invita a una collaborazione con le compagnie di telecomunicazione per valutare possibili soluzioni volte ad aggirare le restrizioni alla connettività.
Iran, il Governo promette processi “rapidi”
Mercoledì il Governo dell’Iran ha promesso processi “rapidi” per i sospetti arrestati durante le manifestazioni di questi ultimi giorni, mentre le organizzazioni per la difesa dei diritti umani temono un ricorso massiccio alla pena di morte in un Paese che da quasi una settimana è in gran parte isolato dal resto del mondo.
Teheran: atmosfera "molto tesa" dopo il massacro
L’atmosfera a Teheran è “estremamente pesante e tesa” dopo la sanguinosa repressione delle proteste in tutto il paese: è il racconto di un residente di Teheran alla CNN. “Tutti sanno che si è verificato un massacro, che ha creato un’atmosfera estremamente pesante e tesa”, ha affermato l’uomo di 47 anni, che ha chiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza.
I pasdaran fanno irruzione nelle case delle famiglie dei manifestanti uccisi
Iran International, la tv dei dissidenti iraniani con sede a Londra, riporta che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise durante le proteste nella parte orientale di Teheran. Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando le case. Secondo Iran International, i pasdaran hanno ordinato alle famiglie di raccogliere i corpi delle vittime prima dell’alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, aggiungendo che saranno addebitate le spese per l’uso di munizioni.
Parziale evacuazione di una base statunitense
Gli USA chiedono ad una parte del personale americano di abbandonare la base aerea statunitense di al-Udeid, in Qatar. La base è la più grande base statunitense del Medio Oriente e ospita 10’000 soldati. Lo scrive l’agenzia Reuters. L’Iran ha avvertito che in caso di attacchi statunitensi contro la Repubblica islamica, replicherebbe bersagliando le basi di Washington in Medio Oriente e ha già avvertito di questo i Paesi che le ospitano.
L'intensità delle proteste sarebbe in calo
Un’analisi pubblicata dal Critical Threats Project (CTP), con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste in Iran sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province ieri, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province dell’Iran.
Internet ancora disconnesso
L’agenzia di stampa FARS, affiliata allo Stato iraniano, ripresa da CNN afferma che è probabile che Internet rimanga disconnesso per le “prossime una o due settimane”.
L’Iran è al sesto giorno di blackout nazionale di internet, imposto dal regime per reprimere le proteste di massa antigovernative, anche se ieri alcuni utenti di telefoni fissi e cellulari hanno potuto per la prima volta a chiamare all’estero.
Trump avverte Teheran
Washinton minaccia conseguenze per la repressione delle contestazioni
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Trump-agli-ayatollah-%E2%80%9CCos%C3%AC-non-va-bene%E2%80%9D--3423204.html





