Il "flop globale" di laburisti e liberaldemocratici e una mancata elezione in Parlamento è all’origine delle dimissioni, comunicate venerdì pomeriggio, di tre leader molto attesi come Ed Milliband per il Labour, il vicepremier Nick Clegg per i lib-dem britannici e Nigel Farage, ai vertici del movimento Ukip ostile a Bruxelles.
Ed Miliband ha reso note le sue dimissioni da numero 1 dei laburisti al termine di una conferenza stampa in cui si è assunto la responsabilità della sconfitta della sua formazione politica. Atteso come avversario principale di David Cameron, Miliband ha invece visto il partito subire una delle più cocenti sconfitte dal secondo dopoguerra.
L’annuncio di Miliband è stato preceduto di poco dalla dichiarazione simile di Nick Clegg, il quale ha confermato la volontà di dimettersi da leader dei liberaldemocratici a seguito della débacle accusata alle urne giovedì. E se per Clegg è stato "semplicemente straziante" vedere molti colleghi e amici perdere i loro seggi alla Camera dei Comuni, Nigel Farage – ai vertici dell’Ukip, il movimento che lotta per l’uscita del Regno Unito dall’UE, a Westminster non è neppure riuscito a entrarci. È stato infatti sconfitto nel seggio di South Thanet, perdendo così la possibilità di far parte del Legislativo. Ha perciò optato per un immediato passo indietro dalla testa del movimento, che è invece diventato la terza forza politica del paese.
ATS/Reuters/EnCa





