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Exit poll in Portogallo, vittoria del centrosinistra

Dati elaborati dall’Università Cattolica di Lisbona per la TV pubblica (Rtp): avrebbe vinto António José Seguro (risultato fra il 68% e il 73%) - L’ultradestra Chega, di André Ventura, fra il 28% e il 32%

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Antonio Jose Seguro e la moglie, Margarida Maldonado Freitas
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Portogallo al voto per eleggere il presidente

Telegiornale 08.02.2026, 20:00

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Di: ATS/M. Ang. 

Urne chiuse in tutto il Portogallo, dove si è svolto il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Gli exit poll elaborati dall’Università Cattolica di Lisbona per la televisione pubblica (Rtp) danno la vittoria al candidato di sinistra, António José Seguro, il cui risultato presenta una forchetta fra il 68% e il 73%. Il leader del partito di ultradestra Chega, André Ventura, si attesta fra il 28% e il 32%.

Si confermano dunque tutti i sondaggi della vigilia e vince il candidato della sinistra moderata, che si era già imposto al primo turno, sconfiggendo il leader del partito sovranista.

È stato un appuntamento elettorale difficile, profondamente segnato dal maltempo estremo che negli ultimi giorni ha causato 14 morti e ingenti danni. Alcuni comuni, per un totale di circa 36’000 elettori, hanno rinviato questo ballottaggio al prossimo 15 febbraio, ma è evidente che quel risultato non influirà sul totale.

Una lunga carriera

António José Seguro, 63 anni, ha avuto una carriera politica nel Partito socialista lunga, ma non sempre di primo piano. Nei primi anni ‘90 è stato uno stretto collaboratore di António Guterres. Nel 2011, quando la crisi del debito sovrano si fa insostenibile e obbliga Lisbona a richiedere l’intervento della Troika Fmi-Ue-Bce, il Ps dell’ex premier José Sócrates va all’opposizione e Seguro ne diventa segretario.

In quegli anni di austerità il suo partito evita il muro contro muro astenendosi su misure economiche assai impopolari, scelta che crea un certo dissenso interno e conduce, nel 2014, alla vittoria della linea di António Costa (che l’anno dopo diventerà primo ministro).

Ora il socialista moderato preferisce sottolineare più il “moderato” che il “socialista”, tanto che i vertici del Ps hanno persino esitato prima di dargli l’appoggio ufficiale.

Il nuovo presidente, il sesto della Repubblica democratica nata con la Costituzione del 1976, giurerà il prossimo 9 marzo.

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