Mondo

Filippine, la macchina è in moto

Gli aiuti non sono ancora arrivati ovunque, ma la situazione sta migliorando

  • 18.11.2013, 13:42
  • 4 maggio, 12:04
L'80% dei 100 milioni di filippini è cattolico. Nonostante la tragedia, centinaia di persone hanno partecipato domenica alla messa in chiese spesso semidistrutte dal tifone. Qui quella del Santo Niño a Tacloban

L'80% dei 100 milioni di filippini è cattolico. Nonostante la tragedia, centinaia di persone hanno partecipato domenica alla messa in chiese spesso semidistrutte dal tifone. Qui quella del Santo Niño a Tacloban

  • KEYSTONE

La distribuzione degli aiuti nelle Filippine, a oltre una settimana dal passaggio del devastante tifone Haiyan, sta progressivamente migliorando dopo che per giorni la popolazione colpita non ha ricevuto cibo. La macchina dei soccorsi si è però messa davvero in moto solo con l'intervento di una ventina di paesi stranieri.

Non tutti i bisognosi sono stati raggiunti

“Abbiamo assistito a un cambiamento positivo, inizialmente c’erano detriti ovunque, le strade erano bloccate, non si poteva attraccare nei porti e all’aeroporto non c’era più controllo del traffico aereo. Un caos completo” , afferma il coordinatore per le emergenze del Programma alimentare mondiale Samir Wanmali, che Pierre Ograbek ha incontrato a Tacloban, sull'isola di Leyte, nella zona più toccata. Ora il Governo “distribuisce molto bene” i rifornimenti, “in situazioni simili ci saranno sempre molte critiche ma autorità ed agenzie internazionali stanno facendo quanto possono”.

Tuttavia, “ci sono ancora aree isolate che non è stato possibile raggiungere”. Per eliminare tutti gli ostacoli e muoversi liberamente “ci vorrà un’altra settimana”.
I morti sono 4'000, i dispersi oltre 1'500, le persone ritenute vulnerabili due milioni e mezzo.

I sopravvissuti in chiesa

Domenica i filippini, cattolici nella misura dell’80%, hanno cercato conforto nelle chiese. A Tacloban centinaia di fedeli hanno partecipato alla messa in quella del Santo Niño, che ha perso il tetto. Il presidente Aquino ha intanto chiesto comprensione ai suoi concittadini per le difficoltà logistiche incontrate dai soccorsi e ha attribuito la colpa dei ritardi alle autorità locali, a suo dire colte impreparate dall’emergenza.

RG/pon

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  • L'intervista completa di Pierre Ograbek a Samir Wanmali

    RSI Info 17.11.2013, 22:57

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  • Il vicepresidente delle Filippine Jejomar Binay, al microfono di Pierre Ograbek, non ritiene di aver colpe per i ritardi nei soccorsi

    RSI Info 17.11.2013, 22:57

  • RG 12.30, I filippini devono reinventarsi una qualche formula per sopravvivere. Pierre Ograbek ha visitato alcuni quartieri di Tacloban, una delle localit? investite con maggior violenza dal tifone.

    RSI Info 18.11.2013, 16:40

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