L'attacco del 14 maggio 2013, al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, quando una ventina di oppositori alla linea alta velocità Torino-Lione lanciarono alcune bombe carta e un compressore venne incendiato, fu "un'aggressione alla personalità dello Stato".
Questo il succo della requisitoria presentata oggi, venerdì, dai pubblici magistrati Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, nell'ambito del processo contro Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, in carcere dal 9 dicembre scorso (vedi correlati).
Non è quindi cambiata la posizione di fondo dell'accusa che ha però fatto un passo indietro, riqualificando il reato di cui i quattro sono accusati: "l'attentato con finalità di terrorismo". Dal considerarlo un "attentato alla vita", i pubblici ministeri, sono passati a definirlo un "attentato all’incolumità fisica" (nessuna intenzione di uccidere), da qui la richiesta di pena, di nove anni e sei mesi, decisamente inferiore a quanto ci si potesse attendere per questo tipo di reato.
Il 26 novembre la parola passerà alla difesa, che contesterà la finalità terroristica dell'assalto.
FrCa/ANSA



