Si è concluso nella notte tra giovedì e venerdì il G7, tenutosi a Ise-Shima, in Giappone. Nel comunicato finale inviato a conclusione del vertice, i leader mondiali hanno voluto sottolineare i temi salienti sui quali ci si deve concentrare nei tempi a venire.
Stabilità economica prioritaria
Primo fra tutti, la crescita globale: "è la nostra urgente priorità", si può leggere nel testo. Bisogna usare ogni strumento "fiscale, monetario e strutturale per sostenere la domanda globale. Intendiamo assicurare un ivello appropriato di investimenti pubblici". La stabilità economica, sottolineano, è però minacciata dall’uscita – in votazione il 23 giugno prossimo – della Gran Bretagna dall’UE (la cosiddetta Brexit).
La crisi migratoria
Non va poi nemmeno dimenticata la crisi migratoria, anch’essa un problema di portata internazionale, che richiede l’aiuto di tutti: è necessario "aumentare l’assistenza per sostenere le esigenze dei rifugiati e delle comunità che li ospitano" e cooperare con "i nostri partner, specialmente quelli in Afria, in medio Oriente e nei paesi confinanti di origine e transito".
La minaccia terrorista
Duramente condannato anche il terrorismo e le atrocità commesse da IS, Al Qaida e altri gruppi. I paesi sono stati invitati a combattere le fonti di finanziamento di queste organizzazioni. Tra queste i riscatti, che "non devono essere pagati". Il G7 ha pure espresso la sua preoccupazione per il numero di attacchi sempre maggiore, soffermandosi anche sulla "sfida" rappresentata ormai dalla sicurezza dell0aviazione civile.
Test nucleari in Corea del Nord
Un appello è poi stato lanciato alla Corea del Nord, i cui test nucleari di gennaio e i seguenti lanci con missili balistici non sono visti di buon occhio visto che "violano le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU e pongono preoccupazione per la pace e la sicurezza della regione. Non vengano più portate avanti altre azioni destabilizzanti o provocatorie."
Timori per la situazione del mar Cinese
Timore è inoltre stato espresso per la situazione nel mar Cinese orientale e meridionale: "è di fondamentale importanza la gestione e la soluzione pacifica delle dispute". Anche se la Cina non viene direttamente menzionata, il documento riafferma l'impegno dei leader "a mantenere un ordine marittimo basato sulle leggi internazionali". Una presa di posizione, questa, che non è piaciuta a Pechino, che ha espresso il suo malcontento attraverso la portavoce del Minsitero degli esteri Hua Chunying.
ansa/reuters/mrj
Dal TG 12.30:
27.05.2016: G7 e crescita mondiale



