Nella notte, a otto giorni dall'impennata di violenza, è giunta la notizia del primo israeliano ucciso. Si tratta di un civile che distribuiva cibo a dei soldati installati nella colonia di Beit Aryeh, in Cisgiordania. Il numero di palestinesi morti sale invece a 203, i feriti a 1'500.
I bombardamenti intanto continuano. L’esercito con la stella di Davide ha colpito le case di alcuni responsabili di Hamas nella Striscia di Gaza. Conferma così la volontà di intensificare le incursioni dopo il rifiuto, da parte delle forze armate palestinesi, di accettare la tregua proposta dall’Egitto. A centomila abitanti del nord della Striscia è stato comunicato di lasciare la zona.
“Sarebbe stato meglio scegliere la via della diplomazia”, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu che nella serata di martedì ha convocato per la quarta volta il gabinetto di sicurezza per decidere le mosse da intraprendere, “ma non ci hanno lasciato altra scelta”. Dal canto suo, Hamas, ha dichiarato di non aver accettato il cessato il fuoco perché l’ha saputo solo per mezzo della stampa.
AFP/FrCa
RG 08.00 del 16/07/14: la corrispondenza di Michele Giorgio
RSI Info 16.07.2014, 14:31
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