Gli immigrati italiani vivono più a lungo di chi è nato in Svizzera, ma fra i loro figli il rischio di mortalità è superiore del 16% a quello dei cittadini elvetici, rivela uno studio dell'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Zurigo.
Nel primo caso, la differenza è del 10%, riguarda soprattutto i giovani maschi e si attutisce con l'avanzare dell'età. I ricercatori la spiegano con la dieta, i legami sociali e con il fatto che a emigrare sono soprattutto individui sani.
Sono vantaggi non trasmessi ai discendenti, che cambiano alimentazione e pagano un basso livello di formazione.
I ricercatori zurighesi si sono basati per il loro studio su dati relativi a 3,4 milioni di persone. Hanno in particolare confrontato i dati del censimento 1990 con quelli sui decessi e con i registri degli stranieri, relativi agli anni dal 1990 al 2008.






