Gli scacchi vivono una seconda giovinezza. Lo si vede nelle scuole, nei tornei e soprattutto tra i ragazzi, sempre più interessati a rispolverare la scacchiera.
A raccontare questo fenomeno è Yannick Pelletier, grande maestro internazionale e campione svizzero, considerato il più forte scacchista elvetico di sempre. Ospite della trasmissione “Il Faro” della RSI, Pelletier ha spiegato le ragioni di questo ritorno di popolarità.
Le sfide contro i campioni
Nel 2015 Pelletier ha battuto Hikaru Nakamura, allora numero due al mondo. Poco dopo ha sconfitto Magnus Carlsen, il campione del mondo. “Contro Nakamura ho messo in scena una strategia preparata con largo anticipo. Contro Carlsen avevo il nero e sono partito sotto pressione, ma ho difeso molto bene”, ha raccontato il maestro svizzero.
La dimensione mentale è cruciale. “Durante un torneo c’è molto silenzio, ma dentro di noi è una tempesta”, ha spiegato Pelletier. “La mente deve essere sempre accesa. A volte l’avversario ci sorprende, quindi dobbiamo calmarci e mantenere i nervi saldi”.
I numeri della crescita
I dati confermano la crescita. Secondo la Federazione internazionale, i programmi scolastici di scacchi coinvolgono oggi oltre 25 milioni di bambini nel mondo, più del doppio rispetto a dieci anni fa. Le Nazioni Unite stimano che oltre 600 milioni di persone giochino regolarmente a scacchi.
Internet e pandemia
“C’è di sicuro l’effetto Internet che rende il gioco più accessibile”, ha affermato Pelletier. “Quando ero giovane c’era il club degli scacchi una volta alla settimana. Ora possiamo giocare sempre, sul computer o sul telefono, contro avversari da tutto il mondo”.
La pandemia ha accelerato il fenomeno. “Il periodo COVID, benché tragico, ha dato più tempo alle persone. Quando si è bloccati a casa, si provano altre cose”, ha osservato il grande maestro.
Anche la cultura pop ha fatto la sua parte. “La serie TV Queen’s Gambit ha mostrato al grande pubblico il fascino degli scacchi. È stata una combinazione di elementi che ha fatto sì che le persone si interessassero in massa”, ha concluso Pelletier.








