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Per Reporter Senza Frontiere la libertà di stampa nel mondo tocca un minimo storico

Nel suo rapporto 2026 l’ONG rivela che è stato registrato il punteggio peggiore degli ultimi 25 anni - L’indicatore più critico riguarda il quadro giuridico - La situazione in Svizzera è stata valutata come “piuttosto buona”

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Libertà di stampa mai così in basso

Telegiornale 30.04.2026, 12:30

Di: ATS/DC 

“In 25 anni il punteggio medio di tutti i Paesi esaminati non è mai stato così basso”. È l’allarme lanciato da Reporter senza frontiere (RSF) nel suo rapporto annuale. Più della metà dei Paesi valutati, è spiegato dall’ONG, rientra nelle categorie da “difficile” a “molto grave”.

Il giornalismo è “soffocato da un discorso politico ostile”

Gli indicatori che misurano lo stato della libertà di stampa sono cinque: economico, giuridico, sicurezza, politico e sociale. Quest’anno, quello relativo al quadro giuridico registra il calo più importante: il punteggio è peggiorato in 110 Paesi su 180, ovvero oltre il 60%. Secondo RSF questo è “segno di una crescente criminalizzazione del giornalismo”, “soffocato da un discorso politico ostile”. Inoltre, secondo l’ONG la situazione economica indebolisce la professione e i giornalisti sono sottoposti a una pressione “accresciuta da leggi utilizzate come arma contro la stampa”.

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La Svizzera potrebbe diventare un modello di eccellenza

In Svizzera, classificata ottava (guadagnando una posizione a causa del punteggio peggiorato del Portogallo), la situazione è giudicata “piuttosto buona”. “I problemi giuridici, in particolare l’applicazione del segreto bancario ai giornalisti e le misure di blocco dei contenuti giornalistici in sede civile, pesano in modo marcato”, rileva comunque Reporter senza frontiere. Per il segretario generale di RSF Svizzera, Denis Masmejan, “la Svizzera avrebbe tutte le carte in regola per diventare un modello di eccellenza in materia di libertà di stampa” in questo contesto mondiale.

Tuttavia, l’organizzazione condanna le cosiddette ‘misure supercautelari’ a cui sono sottoposti “troppi media” in Svizzera. Per RSF “la possibilità per la giustizia civile di emettere queste decisioni senza aver prima ascoltato il media interessato costituisce una grave minaccia per la libertà di stampa”. Inoltre, l’ONG si augura che il Consiglio federale tenga maggiormente conto del ruolo dei media d’informazione nella futura legge che regolerà le piattaforme digitali. Per Reporter Senza Frontiere, poi, la situazione economica dei media in Svizzera è ritenuta “allarmante”.

Gli Stati Uniti sempre più giù

Rispetto allo scorso anno, gli Stati Uniti hanno perso altre sette posizioni, raggiungendo il suo minimo storico al 64° posto. Per il decimo anno consecutivo, la Norvegia mantiene il primo posto in classifica, superando i Paesi Bassi e l’Estonia. Fanalino di coda, l’Eritrea, dopo la Corea del Nord e la Cina. La Siria ha scalato la classifica di 36 posizioni, proiettandosi al 141° posto. Le ragioni di questo miglioramento, secondo RSF, sono riconducibili alla caduta del regime di Bashar al-Assad.

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