I membri dell’equipaggio della nave di Greenpeace, scarcerati nei giorni scorsi, potranno lasciare la Russia solo dopo la fine delle procedure giuridiche. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione presidenziale russa, Serguei Ivanov, non specificando se le accuse di pirateria o teppismo siano state revocate.
Una volta chiarite le modalità con cui Mosca regolerà la questione con i “ribelli ambientalisti”, questi potranno lasciare il paese. La vicenda dell’equipaggio di Greenpeace ha messo contro anche Nazioni Unite e Russia con quest’ultima che non ha voluto riconoscere l’autorità del Tribunale internazionale del diritto del mare, organo indipendente dell’ONU, che ha ordinato più volte alle autorità del Cremlino di rilasciare la nave degli attivisti e l’intero equipaggio fermati il 18 settembre scorso dopo le proteste degli uomini contro Gazprom.
I “marinai”, tra i quali lo svizzero Marco Weber, come stabilito dai giudici di San Pietroburgo, sono stati rilasciati dietro il versamento di una cauzione di 55'500 franchi, fatto salvo per un attivista australiano che ha visto la sua detenzione provvisoria prorogata per tre mesi, fino al 24 Febbraio 2014.
ATS/Red.MM




