Il mondo non è più quello di una volta anche per i virus. Viaggiano in aereo e sono 'indifferenti' alle distanze calcolate in chilometri, al punto che potrebbero andare da Londra e Madrid molto più facilmente e direttamente di quanto non possano fare tra città molto più vicine ma prive di frequenti collegamenti aerei. Lo dimostra un nuovo modello matematico messo a punto da ricerca condotta fra Germania e Svizzera, pubblicato sulla rivista Science.
Proprio come i voli aerei, anche le epidemie potrebbero avere i loro «tempi stimati di arrivo». In passato, invece, i modelli della diffusione delle malattie infettive emergenti si basavano sulle distanze geografiche. Ma questi potevano andar bene ai tempi in cui, nel XIV secolo, la Morte Nera si diffondeva in Europa, osservano gli autori della ricerca, Dirk Brockman, dell'Istituto Robert Koch di Berlino, e Dirk Helbing, del Politecnico di Zurigo. Alle classiche distanze geografiche, quindi, il nuovo modello preferisce le «distanze effettive», nelle quali i chilometri fra una località e l'altra sono sostituiti con le distanze fra gli aeroporti.
È alla luce di questa nuova definizione di distanza che il modello matematico messo a punto dai due ricercatori riesce a prevedere dove e quando una malattia infettiva comincerà a diffondersi in un grande numero di persone.
ATS/Diem
Gallery video - I virus viaggiano in aereo





