Tutto sembrava cambiare, poco o nulla è cambiato: in Brasile si sgonfia la stella di Marina Silva e si va al più classico dei ballottaggi, lo stesso visto nelle ultime cinque elezioni presidenziali, fra il Partito dei Lavoratori di Dilma Rousseff e i conservatori del PSDB di Aecio Neves. L’exploit di Neves, 34% dei voti, va ben oltre le previsioni degli ultimi sondaggi, che lo davano comunque in forte recupero. La Rousseff, invece, porta a casa il risultato più basso da quando il PT è al potere e la differenza non insormontabile fra i due lascia aperta ogni possibilità in vista del secondo turno.
Nelle montagne russe della campagna elettorale più avvincente degli ultimi tempi, il declino di Marina Silva è il dato che sorprende di più. Marina, come la chiamano i suoi, non ha saputo reagire al fuoco incrociato dei suoi due avversari. Particolarmente feroci, e lei se lo ricorderà quando dovrà dare indicazioni di voto ai suoi sostenitori, i suoi ex compagni di partito del PT. “Non buttatevi – ha detto Dilma – in avventure pericolose”.
Aecio Neves, nel frattempo, ha già iniziato a dialogare con i famigliari di Eduardo Campos, il candidato scomparso in un incidente aereo in agosto dando poi spazio alla vice Marina Silva. Dilma Rousseff è ancora forte nel Nordest, dove si concentra quella parte più povera della popolazione che riceve molti aiuti dal governo, ma adesso dovrà sforzarsi per recuperare voti fra la classe media delle grandi città del centro-sud come San Paolo e Rio de Janeiro. Quella classe media che scese in piazza l’anno scorso per chiedere migliorie nella salute, nell’educazione pubblica e nei trasporti pubblici deciderà, con tutta probabilità, le elezioni.
Emiliano Guanella
Dal TG20
Dal TG.12.30:
RG 12.30 del 06.10.2014 Il servizio di Bettina Mueller






