Mondo

Il Bundesrat boccia l'accordo fiscale

Tutto da rifare. Le reazioni dei partiti e le strategie di Berna.

  • 23.11.2012, 11:25
  • Ieri, 12:36
scheuble 157751745.jpg

La Camera dei Länder tedesca (Bundesrat) ha respinto l'accordo fiscale con la Svizzera. L'intesa è stata bocciata questa mattina dalla maggioranza rosso/verde. Il testo potrebbe ancora essere salvato grazie ad un eventuale compromesso negoziato in dicembre.

Poco prima del voto il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble aveva invitato ad approvare l'accordo, che sarebbe dovuto entrare in vigore il primo gennaio 2013. A suo modo di vedere, l'intesa avrebbe messo fine all'attuale situazione «insoddisfacente».

L'accordo negoziato fra Berlino e Berna, approvato lo scorso 25 ottobre dall'altra Camera del parlamento tedesco (Bundestag), prevede un'imposta liberatoria alla fonte del 21-41% per regolarizzare i capitali finora depositati in nero nelle banche elvetiche e un'imposta analoga del 26,375% sui redditi futuri degli stessi. Viene inoltre garantito l'anonimato dei titolari dei conti.

Le reazioni dei partiti svizzeri

Sono di segno opposto le reazioni dei partiti alla bocciatura dell'accordo fiscale da parte del Bundesrat: l'UDC è "prendere o lasciare", se la Germania non vuole l'intesa negoziata, rimarrà in vigore la legge attuale ma la Svizzera non dovrà fare altre concessioni.

"È prendere o lasciare" anche per il PPD, che vede minacciati migliaia di impieghi nella Confederazione.

Per il PS, Berna dovrebbe invece cogliere la palla al balzo e negoziare le condizioni del tanto vituperato scambio automatico di informazioni, prima che le venga imposto.

Ancor più esplicita è la Gioventù socialista, che si vuole "spedire fiori" all'SPD tedesca, che con i Verdi ha fatto naufragare il testo.

La delusione degli ambienti economici

Con la bocciatura odierna la Germania "ha perso un'occasione per adottare una soluzione duratura ed equa", commenta l'Associazione svizzera dei banchieri, per la quale all'origine del "no" ci sono solo motivi di politica interna.

L'ASB intende continuare a puntare sulla strategia del denaro pulito basata su un'imposta liberatoria, come nei trattati con Gran Bretagna e Austria.

Dal canto suo, Economiesuisse afferma che se la conferenza di mediazione non rimedierà al "no" si continuerà ad applicare le norme attuali. La sfera privata dei clienti delle banche dovrà continuare ad essere protetta.

"Puntiamo alla mediazione"

Gallery image - Il Bundesrat boccia l'accordo fiscale

La Svizzera è disposta a lavorare congiuntamente con la Germania per il perfezionamento del processo di ratificazione, indica una laconica nota di Eveline Widmer-Schlumpf che "prende atto" del voto del Bundesrat tedesco.

Berna "punta sulle conclusioni di un'eventuale commissione di mediazione" e ribadisce che da parte elvetica tutto è pronto per l'entrata in vigore dell'accordo in prossimo primo di gennaio.

Per quella data, ricorda il DFF, saranno operative le analoghe intese siglate con Gran Bretagna e Austria mentre sono in dirittura d'arrivo le trattative con Italia e Grecia.

Gallery video - Il Bundesrat boccia l'accordo fiscale

Cosa prevede l'accordo fiscale

L'accordo negoziato fra Berlino e Berna, approvato il 25 ottobre dal Bundestag ma bocciato oggi dal Bundesrat, prevede un'imposta liberatoria fra il 21 e il 41% a seconda dei casi per regolarizzare i capitali in nero depositati in Svizzera e un'altra del 26,375% sui futuri redditi da essi generati.
Ai detentori di conti verrebbero garantiti l'anonimato e l'immunità da procedimenti giudiziari.
La bocciatura odierna non mette la parola fine, perché l'intesa potrà essere ripescata in sede di commissione di mediazione. La Svizzera si è detta finora non disposta a negoziare un nuovo testo.

Gallery image - Il Bundesrat boccia l'accordo fiscale

Resta un piccolo spiraglio


Va detto che la situazione di partenza sembrava già compromessa stamattina. Alla Camera delle regioni ci vogliono 35 voti per decidere per il sì o per il no, stamattina 30 no erano già sicuri, solo 21 i sì certi. Il ministro delle finanze tedesco Wofgang Schäuble non è dunque riuscito con il suo colpo dell'ultima ora - distribuire tutti gli introiti frutto dell'accordo ai Länder - a convincere le regioni ancora incerte sul da farsi, a vincere sono stati i socialdemocratici rappresentati dal ministro delle finanze del Nordreno Westfalia Norbert Walter-Borjans, che dice: ora la Svizzera deve tornare al tavolo delle trattative, una eventualità già respinta da Eveline Widmer-Schlumpf.
Le due tesi contrarie si sono scontrate in aula, il socialdemocratico Borjans ha detto che l'intesa firmata sarebbe piaciuta soprattutto alle banche svizzere, il no rimette tutto in discussione e c'è la possibilità ora - sono parole sue - di fare più male alle banche svizzere. Schäuble gli ha risposto, non c'è soluzione migliore di quella già concordata tra Svizzera e Germania, ma non ha convinto la maggioranza del Bundesrat.
L'attenzione si sposta ora alla possibile conciliazione tra le due Camere, in calendario il 12 dicembre. In quella data si metteranno sul tavolo non solo l'accordo con la Svizzera ma anche altri dossier politici che dividono Bundesrat e Bundestag, poi si dovrà trovare un punto comune. Difficile dire come andrà dopo il no odierno, lo spiraglio nel dibattito stamattina l'ha comunque dato il socialdemocratico del Baden-Würtenberg Peter Friedrich: "vogliamo un accordo ma non a tutti i costi". Uno spiraglio a cui la Svizzera si aggrappa.


Bruno Boccaletti

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare