L'accordo fiscale tra la Svizzera e la Germania ha ottenuto oggi il via libera della Camera bassa tedesca, il Bundestag. L’approvazione appariva come una pura formalità: 312 deputati si sono espressi in favore e 256 contro (uno si è astenuto).
Il 23 novembre l’intesa dovrà superare anche lo scoglio della Camera dei Länder, il Bundesrat. E in questo caso l'approvazione non è per nulla scontata. La coalizione della cancelliera Angela Merkel, formata da cristiano-democratici e liberali, non dispone infatti della maggioranza e i Länder guidati da SPD e Verdi hanno già annunciato che voteranno contro l'accordo.
La Svizzera segue da molto vicino l’iter del documento, anche con un gruppo di sette parlamentari federali che si è recato appositamente a Berlino.
Schäuble: "o questo o niente"
Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble oggi ha nuovamente invitato il Parlamento ad accogliere l'intesa, che a suo avviso introduce una maggiore giustizia fiscale. La scelta è fra questo accordo o niente, ha aggiunto.
Il testo negoziato fra Berlino e Berna prevede un'imposta liberatoria alla fonte del 21-41% per regolarizzare i capitali finora depositati in nero nelle banche elvetiche e un'imposta analoga del 26,375% sui redditi futuri degli stessi. La somma sarebbe consegnata al fisco tedesco, ma i titolari dei conti rimarrebbero anonimi.
Per socialisti e Verdi tedeschi l'accordo, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, non è però sufficiente e avvantaggia gli evasori fiscali.
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