Andy Burnham è stato nominato nuovo leader del Partito laburista britannico, prendendo il posto di Keir Starmer. Deputato ed ex sindaco di Manchester, il 56enne ha ottenuto il trionfo grazie al supporto unanime del gruppo parlamentare di maggioranza e dei sindacati legati al Labour. Quali potrebbero essere per il partito, nel futuro prossimo, le conseguenze di questa scelta? SEIDISERA lo ha chiesto a Piers Ludlow, professore di storia alla London School of Economics.
Attualmente il Labour “è un partito unito, nella speranza che questa volta sarà diverso”, esordisce Ludlow. I laburisti hanno capito che Burnham “è l’unica speranza che hanno di tornare a una posizione di forza nella politica britannica e vincere le prossime elezioni”, spiega il professore. Un partito unito dunque, ma allo stesso tempo fragile, poiché questa unità “sarà difficile da mantenere quando le difficoltà del Governo inizieranno a farsi sentire”.
Non si conosce nello specifico il programma politico del nuovo leader dei laburisti, ma su di lui si sa molto. “Ha un passato lungo nel partito, è stato ministro nei Governi di Blair e di Brown ed è stato sindaco di Manchester”. È una figura centrale: “Si era spostato verso destra, poi verso sinistra. Dunque, sappiamo molto, ma è stato vago su quello che vuole fare in Governo”. Questa sua ambiguità, unita alla sua ambivalenza, potrebbero dargli margine di manovra, nella speranza di cambiare le sorti del partito.

