Il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Ghebreyesus è preoccupato. Nella Repubblica Democratica del Congo, l’ebola non si ferma. “Sono trascorsi due mesi da quando la Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato l’epidemia di ebola. Da allora, la malattia si è diffusa rapidamente. Attualmente è la terza epidemia di ebola più grave mai registrata e, negli ultimi mesi si è diffusa più rapidamente di qualsiasi altra epidemia precedente”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’OMS.

Ebola, OMS dichiara l'emergenza sanitaria
Telegiornale 17.05.2026, 20:00
Nel paese africano, l’ultimo aggiornamento conta oltre 2’100 casi recensiti e 828 morti. Sul posto, gli operatori sanitari non riescono a stare al passo: le catene di contatto non vengono ricostruite completamente e i contagi non vengono fermati. E nei centri di cura, in questi giorni ci sono anche stati degli scioperi.
“I dipendenti sono indignati. Nonostante stiano lavorando da un mese e mezzo, fino ad oggi non hanno ancora ricevuto un compenso dal governo centrale”, ha affermato Jérémie Bataga, medico Centro di Trattamento Ebola a Rwampara.
A complicare il tutto, i conflitti armati che interessano la provincia di Ituri nel Nord est del paese, dove si conta l’80% dei casi.

Il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus
“Solo mercoledì, un centro sanitario a Bunia ha subito un attacco armato. Le nostre priorità sono ridurre la trasmissione nella pronvincia di Ituri rafforzando la sorveglianza, garantire sepolture sicure e migliorare la gestione clinica”, ha aggiunto Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Intanto però migliora la situazione in Uganda, che ieri ha annunciato di non avere più alcun malato registrato. Per dichiarare chiusa l’epidemia, si deve però rispettare un periodo di 42 giorni.









