I bambini di colore, di radici caraibiche, esclusi dal sistema scolastico sono tre volte più numerosi rispetto ai "britannici bianchi"; polizia e giudici appaiono più severi nei confronti di alcune minoranze; la disoccupazione di persone di colore, asiatiche e altre è doppia rispetto agli anglosassoni "autoctoni"; e la casa è un bene riservato non a tutti. È questo il quadro della Gran Bretagna che emerge da un rapporto ad hoc (inedito e lungamente atteso), reso pubblico in queste ore dal Governo del Regno.
L'iniziativa, annunciata a suo tempo col sostegno dell'allora ministro dell'Interno (e attuale premier) Theresa May, porta alla luce, tra l'altro, dati statistici sull'efficacia dei servizi pubblici per le varie comunità etnico-confessionali, sullo sfondo di una realtà ormai diffusamente multicolore e cosmopolita, ma non per questo equa né sempre integrata.
Una situazione di fronte alla quale le istituzioni debbono "cambiare", ammette May, evocando uno sforzo nazionale per "agire contro disuguaglianze e disparità".
ATS/M. Ang.






