In Russia, in vista dell'apertura delle scuole il prossimo 1° settembre, si prevedono anche lezioni di patriottismo, una sorta di indottrinamento alle ragioni del Cremlino per giustificare la guerra in Ucraina.
Non si sa ancora se ci sarà ovunque la tradizionale cerimonia di inizio anno scolastico nel cortile degli istituti alla presenza delle famiglie, dove viene poi eseguito l'alzabandiera e viene cantato l'inno nazionale prima di entrare in classe. La causa di questo possibile cambiamento è legata alla situazione pandemica, non facile in alcune regioni. Ci sarà però obbligatoriamente il suono della prima campanella.
La novità principale di quest'anno è però appunto prevista per il 5 settembre: come stabilito dal ministero russo dell'Istruzione, si terrà la prima lezione di patriottismo, denominato come materia di “discussioni su cose importanti”. Secondo le linee guida ministeriali, gli insegnanti dovranno spiegare "che i veri patrioti sono sempre pronti a morire con le armi in mano e che i militari impegnati in Ucraina sono degli eroi".
In ogni scuola per questo tipo di lezioni viene creata la figura del consigliere del direttore per il lavoro educativo. In pratica si torna al commissario politico dei tempi sovietici.
In Ucraina, invece, nelle zone sotto controllo federale russo sono già arrivati i libri di testo russi. I telegiornali li mostrano in tutte le salse. Nelle repubbliche popolari gli studenti entro due anni faranno l'esame russo di maturità.






