Le interruzioni di Internet si moltiplicano in Russia. Su decisione del Cremlino numerose applicazioni e social media diventano inaccessibili. Questa situazione alimenta un malcontento crescente anche tra i sostenitori di Vladimir Putin.
Le autorità russe limitano l’accesso a Internet tramite gli operatori di telefonia mobile e alle principali piattaforme di messaggistica. Invocano un maggiore bisogno di sicurezza legato all’offensiva in Ucraina. Ma queste restrizioni pesano fortemente sul quotidiano, sul lavoro, sugli affari e sulla salute in una società eppure molto connessa.
La vita quotidiana compromessa
Per strada gli abitanti, con gli occhi fissi sugli smartphone, appaiono perplessi, a volte smarriti. A Mosca in questi giorni accedere a diversi contenuti online è diventato quasi una missione impossibile, così come prenotare un taxi. “Senza Internet non riesco a vedere dove devo andare, non è chiaro. L’itinerario non si avvia. Per questo i passeggeri a volte sono scontenti” racconta un tassista giovedì al 19h30 di RTS.
19:30 di RTS del 16.04.2026
Altri moscoviti evocano anche loro un quotidiano fortemente degradato. “Abbiamo l’impressione di tornare indietro di 20 anni” confida un’abitante. Abitanti scontenti hanno depositato una petizione che chiede la revoca delle restrizioni. Ma il Cremlino va ancora oltre, rendendo inefficace la principale soluzione per aggirare i blocchi, la VPN, che fino a ora permetteva di accedere ai siti e ai servizi vietati.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Sulla-Russia-l%E2%80%99ombra-di-una-repressione-digitale--3609837.html
Critiche anche tra i sostenitori di Putin
Ora voci critiche si levano anche tra i sostenitori di Vladimir Putin, come quella di Victoria Bonya, blogger e influencer russa stabilita a Monaco. “Vladimir Vladimirovitch, le persone hanno paura di lei. Il pubblico, i blogger, gli artisti, anche i governatori hanno paura. Eppure lei è il presidente” dichiara.
Il governo smentisce tuttavia ogni divieto totale, per voce di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. “Attualmente non esiste alcun divieto delle VPN, né alcuna responsabilità penale legata al loro utilizzo. Non dispongo di alcuna informazione che indichi il contrario, né di alcun progetto in tal senso” afferma.
Una risposta che fatica a convincere numerosi utenti, poco inclini a rivolgersi a servizi di messaggistica e soluzioni 100% russe, autorizzate ma giudicate facilmente intercettabili dal Cremlino.
Un rischio sociale per il Cremlino
Secondo Paul Gogo, giornalista e saggista specialista della Russia, basato a Mosca fino a poco tempo fa, la reazione attuale è insolita. Non proviene dalle opposizioni politiche tradizionali, ma direttamente dalla popolazione. Limitando l’accesso a Internet il Cremlino ha preso “un rischio sociale” spiega intervistato dal 19h30.
“Bloccando Internet e attaccando così frontalmente l’internet russo, si tocca il quotidiano dei russi, un ambito che il potere aveva promesso di lasciare tranquillo” osserva. Secondo il giornalista “esiste una rabbia, accompagnata da una paura: quella che un giorno la Russia assomigli alla Corea del Nord”.
Per Paul Gogo le interruzioni di Internet segnano una presa di rischio insolita del Cremlino. L’analista si interroga sulle motivazioni del potere, tra logoramento politico, stanchezza della guerra e volontà di rafforzare il controllo sulla popolazione. Interrogato su una possibile rivoluzione o una “primavera russa dei social media”, Gogo evoca una situazione ancora illeggibile, segnata da malcontenti dispersi nel Paese che non prendono di mira direttamente, o solo molto raramente, il presidente russo.




