Si stringono i tempi per l’Argentina che, come stabilito dalla giustizia americana, entro fine mese dovrà pagare un miliardo di dollari ad alcuni creditori. La data è quella del 30 giugno, ma Buenos Aires, dalla sede delle Nazioni Unite, chiede di sospendere temporaneamente la sentenza.
La somma è destinata a detentori di obbligazioni che avevano rifiutato nel 2005 e nel 2010 l’accordo di ristrutturazione del debito.
E così, dopo tredici anni, nel paese tornano i fantasmi del passato, la paura di un nuovo fallimento. “Queste condizioni stanno mandando la nazione in default”, ha affermato il suo ministro dell’economia. L’Argentina teme che se dovesse pagare quanto imposto, verrebbe poi subissata da altre richieste simili per un totale di 15 miliardi di dollari, la metà delle riserve possedute dalla Banca centrale.
AlesS/ATS





