La Liberia ha incriminato Thomas Duncan, il primo caso di ebola negli Stati Uniti, per aver mentito sul formulario sanitario alla partenza da Monrovia per il Texas, con scalo a Bruxelles, il 19 settembre.
Duncan, riportano i media americani, avrebbe risposto di "no" alla domanda che chiedeva se avesse avuto contatti con malati di febbre emorragica. Invece, il 15 settembre, quattro giorni prima della partenza per gli USA, Duncan aiutò a portare in ospedale - e poi di nuovo a casa, perché non c'erano letti disponibili - la figlia morente di una coppia di amici. La ragazza non superò la notte.
E mentre dalle Hawaii arriva la notizia di un nuovo caso sospetto, in Texas è salito a 100 il numero di persone considerate a rischio, perché potenzialmente esposte al contagio per essere venute a contatto - direttamente o indirettamente - con Duncan. I controlli sono a tappeto, per verificare i sintomi della febbre emorragica, principalmente vomito e diarrea.
M.Ang./ATS
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