Il capo dei movimenti indipendentisti di Hong Kong del 2016, nati dalle ceneri della “rivolta degli ombrelli” del 2014 (in cui Hong Kong chiedeva maggiore libertà politica dalla Cina) Edward Leung, è stato condannato, lunedì, a sei anni di carcere per il suo ruolo nelle manifestazioni che per molti mesi avevano agitato l’ex colonia britannica.
I moti indipendentisti erano sfociati in una guerriglia tra i manifestanti e le forze dell’ordine in diversi quartieri del territorio che nel 1997 era ritornato, come regione a statuto speciale, sotto il controllo cinese. I feriti erano stati 130 e decine di persone erano state arrestate.
Il tribunale ha riconosciuto colpevole Leung, oggi 27enne, di aver partecipato attivamente alle sommosse anti-cinesi, sottolineando il suo comportamento “gratuito e brutale”. I giudici non hanno accolto le richieste di Leung di riconoscergli le attenuanti per “motivazioni politiche”. L’attivista è già in carcere e sta scontando la pena di un anno di reclusione per l’aggressione a un poliziotto.
ATS/AFP/Swing





