Un secondo aereo da combattimento USA si è schiantato oggi nella regione del Golfo Persico. Il pilota, unico a bordo, è stato tratto in salvo incolume, secondo due funzionari statunitensi citati dal New York Times. Il velivolo è stato individuato in un A-10 Warthog, un aereo d’attacco al suolo. Sarebbe precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz all’incirca nello stesso momento in cui un F-15E della Usa Air Force è stato abbattuto sui cieli dell’Iran, hanno detto i funzionari, fornendo scarsi dettagli sull’incidente, compresi i particolari su come e dove sia avvenuto. In serata Teheran ha rivendicato di aver abbattuto l’A10. “Un aereo A-10 nemico invasore americano-sionista è stato intercettato e colpito dai sistemi della rete di difesa aerea del Paese, nelle acque a sud e nei pressi dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato l’esercito iraniano citato dall’agenzia Fars.
In precedenza i pasdaran avevano annunciato di aver abbattuto, appunto, un caccia USA mentre sorvolava l’Iran centrale. L’agenzia di stampa iraniana Fars, ha precisato che il caccia “è stato distrutto ed è precipitato”. La tv iraniana Irib ha trasmesso un annuncio “rivolto ai residenti di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad: catturate il pilota o i piloti nemici e consegnateli vivi alle autorità, per ottenere una lauta ricompensa”. La maxi-operazione di ricerca USA ha portato al salvataggio di uno dei piloti dell’ F-15. Ma si ignora la sorte del secondo aviatore, tra voci non confermate dei media di regime stando alle quali sarebbe stato preso in ostaggio e sarebbe stato colpito anche l’elicottero di soccorso.
Riaprire lo stretto di Hormuz, i pochi chilometri di mare da cui passa gran parte del greggio mondiale e molto altro. Uno stretto che gli iraniani hanno di fatto chiuso e sul quale si appresterebbero ad imporre pedaggi. E’ questa la priorità numero uno delle cancellerie mondiali, mentre il mondo entra nella sesta settimana del conflitto iniziato da Stati Uniti e Israele.
Dopo le minacce della notte tra mercoledi e giovedi di Trump (“vi ridurremo all’età della pietra”) e la riunione di ieri, coordinata dal governo britannico, fra una quarantina di ministri degli esteri per cercare una via d’uscita diplomatica, soluzioni non appaiono per oraall’orizzonte.
Lungi dall’apparire intimidita, Teheran ha moltiplicato gli attacchi contro i paesi del Golfo e - stando ai media iraniani - anche contro forze aree USA, abbattendo un altro caccia F-35 (per ora nessuna conferma da Washington). Circa la metà dei lanciatori di missili sarebbe ancora intatta, secondo valutazioni dell’intelligence USA, e Teheran avrebbe ancora a disposizione migliaia di droni.





