Filosofia e Religioni
Mistica

I 100 anni di David Steindl-Rast: «La felicità esiste solo nel presente»

Il celebre monaco benedettino e psicologo compie un secolo di vita. Pioniere del dialogo interreligioso e promotore della «spiritualità della gratitudine», ha conquistato milioni di persone, da Oprah Winfrey al Dalai Lama, passando anche per la Svizzera

  • 48 minuti fa
Immagine 2026-07-13 091216.jpg
Di: Olivia Röllin (SRF); Rod, adattamento in italiano   

David Steindl-Rast, una delle figure spirituali più influenti e anticonvenzionali del nostro tempo, taglia il traguardo dei 100 anni. Monaco benedettino, psicologo e scrittore di origine austriaca, ha saputo scavalcare i confini della dottrina cattolica per parlare a credenti e non credenti, portando la sua visione della vita persino sul palco dei TED Talk e nel salotto di Oprah Winfrey.

Eppure, le premesse della sua giovinezza erano diverse: da ragazzo sognava una famiglia numerosa con dodici figli. La svolta è arrivata a 27 anni con l’ingresso in monastero, guidato da un principio della regola di San Benedetto che risale a oltre 1500 anni fa: tenere sempre la morte davanti agli occhi. Per Steindl-Rast non si tratta di un pensiero cupo, ma di un invito radicale a vivere con consapevolezza.

«Si può essere felici solo nel presente», ripete spesso il monaco. La felicità non abita nel rimpianto del passato né nell’ansia del futuro. Questa filosofia, che ricorda da vicino le pratiche di mindfulness, gli è valsa talvolta l’accusa di non essere perfettamente allineato all’ortodossia cattolica. Critiche che Steindl-Rast liquida con un sorriso sereno, ricordando di non aver mai avuto problemi con l’ex Sant’Uffizio.

La sua è una spiritualità del quotidiano. Dio non è un’entità lontana, ma una realtà che si manifesta nei gesti più semplici: camminare, lavarsi i denti, fermarsi a respirare. Una dimensione accessibile a chiunque, anche al di fuori delle mura di un convento.

Il perno del suo insegnamento è la gratitudine, intesa come una forza indipendente dalle religioni. «Se ci fidiamo della vita, non abbiamo nemmeno bisogno di pronunciare questa parola», spiega. Per Steindl-Rast, la fiducia incrollabile nell’esistenza è l’unico antidoto a quello che definisce «l’inferno sulla terra», ovvero la paura e la chiusura. Il suo segreto? Chiedersi in ogni istante: cosa mi sta regalando la vita in questo preciso momento?

La sua attività di divulgatore è iniziata tardi, attorno ai 60 anni, ma ha lasciato il segno. Su mandato del suo abate negli Stati Uniti, dagli anni ‘60 Steindl-Rast è diventato un pilastro del dialogo interreligioso, stringendo profondi legami di amicizia con figure come il Dalai Lama e il maestro zen Thich Nhat Hanh, e fondando centri di studio ecumenici insieme a esponenti buddisti, indù, sufi ed ebraici.

Il centenario monaco ha un legame stretto anche con la Svizzera. Insieme a Vanja Palmers ha fondato la fondazione “Felsentor” sul Monte Rigi (un centro di meditazione e rifugio per animali), e solo due anni fa ha collaborato con il musicista bernese Balts Nill per una rilettura del Daodejing, il classico testo filosofico cinese di Laozi.

Oggi, a 100 anni, David Steindl-Rast continua a incarnare una spiritualità senza frontiere, basata su un esercizio tanto semplice quanto esigente: imparare a fidarsi della vita.

Testo legato alla trasmissione di SRF “Sternstunde Religion” del 12 luglio 2026

Correlati

Ti potrebbe interessare