Tensioni a Milano e spari contro due attivisti a Roma hanno segnato oggi, sabato, l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Nel capoluogo lombardo i partecipanti al corteo che si richiamavano alla Brigata ebraica - la formazione composta da volontari ebrei che combatterono per la liberazione a fianco degli angloamericani - sono stati bersagliati da slogan e insulti a sfondo antisemita da parte di manifestanti filopalestinesi.
Il loro passaggio è stato così bloccato da decine di dimostranti. Ne è seguito uno stallo di oltre due ore, mentre lo scaglione in testa al corteo è giunto normalmente in piazza del Duomo. Le tensioni hanno quindi indotto le forze dell’ordine a far uscire dal corteo, in corrispondenza dell’incrocio fra due vie, il gruppo che commemorava la Brigata ebraica. Immediate e roventi le polemiche. L’Unione delle comunità ebraiche italiane ha espresso una indignata condanna, sottolineando che a Milano “per la prima volta è stato impedito a gruppi ebraici di sfilare con i propri simboli alle celebrazioni”.
A Roma tre colpi, sparati presumibilmente da una pistola ad aria compressa, hanno ferito una coppia di attivisti iscritti all’Associazione nazionale dei partigiani (ANPI), nei pressi di un parco dove si era concluso il corteo del 25 aprile. Sembra che a spararli, da una distanza di una decina di metri, sia stato un uomo a bordo di uno scooter, e con un casco integrale nero, poi fuggito.
Due piombini hanno ferito il marito e un altro la moglie. Le lesioni riportate sono lievi, sono state medicate, ma la coppia è in stato di shock. Al vaglio degli inquirenti sono ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter utili per risalire all’identità dell’aggressore. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha denunciato “un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese”.

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Notiziario 25.04.2026, 16:00
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