Mondo

L’incriminazione di Patrick Bruel, la caduta di un mito

Il caso si inserisce nel contesto di critiche e polemiche legate alla recente uccisione di una undicenne da parte di un pedofilo

  • Un'ora fa
  • 30 minuti fa
Patrick Bruel in uno scatto del 2013
01:15

Radiogiornale delle 12.30 dell’11.06.2026: Il servizio di Alessandro Grandesso sull’incriminazione di Patrick Bruel

RSI Info 11.06.2026, 12:30

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: Alessandro Grandesso, da Parigi

È la caduta di un mito. E anche un simbolo, stavolta suo malgrado. Il cantante e attore Patrick Bruel è stato indagato mercoledì per stupri e violenze sessuali su quattro donne, rimanendo nel mirino dei magistrati per altrettanti casi in corso di inchiesta da parte di ben quattro magistrati. Un numero di inquirenti atipico che va al di là dell’esposizione mediatica indotta dalla fama dell’indagato, e trova spiegazione soprattutto nel contesto di critiche e polemiche legate alla morte recente di un’undicenne, uccisa da un pedofilo, nel sud della Francia.

Il caso di Lyhanna infatti negli ultimi giorni ha scosso profondamente l’opinione pubblica. La ragazzina, che viveva a Fleurance, un piccolo paese del Gers, in Occitania, sarebbe stata stuprata e uccisa da Jerome Barella, padre di una compagna di scuola. Il principale sospetto si è scoperto poi essere già stato denunciato per varie aggressioni sessuali su minorenni. Ma nessun magistrato aveva disposto una convocazione del quarantacinquenne, né avviato qualche indagine. Da qui le polemiche che hanno messo sotto pressione il governo e in particolare il ministro della giustizia, Gerald Darmanin, che a sua volta ha puntato il dito contro i procuratori. Il primo ministro, Sebastien Lecornu, è corso ai ripari proponendo al Parlamento di aumentare la pena per gli stupratori seriali fino al carcere a vita, contro il limite dei 20 anni attuali. Il candidato dei Repubblicani, Bruno Retailleau, ha invece proposto la castrazione chimica per gli stupratori più pericolosi.

Un segnale forte per il Paese

In tale contesto si inserisce dunque il caso Bruel, interrogato per 48 ore, prima di essere presentato ai quattro magistrati del tribunale di Nanterre, che lo hanno messo sotto inchiesta formalmente, mandando così un segnale forte anche al Paese. Il cantante deve affrontare l’accusa di stupro su una candidata a Miss France, avvenuto nel 2008 a casa sua a Neuilly-sur-Seine, nella prima periferia chic della capitale. Un altro stupro risale al 2010 a Bruxelles. Quindi, tra le accuse, ci sono anche un’aggressione sessuale del 2019 a Perpignan, un caso di stalking a Ajaccio, su due massaggiatrici. Per altri quattro casi, Bruel rimane sotto lo statuto di persona informata sui fatti. E un altro stupro è considerato prescritto. Il cantante però ha evitato la reclusione preventiva pagando una cauzione di 500’000 euro, ma deve sottoporsi a cure psicologiche. Per Bruel c’è anche il divieto di lasciare il territorio nazionale, di entrare in contatto con le vittime e di frequentare centri di massaggio. Il cantante può teoricamente ancora esibirsi su un palco, ma ha già annullato tutti i concerti in programma fino al prossimo autunno.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare