I seggi sono aperti domenica (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15) in Italia, dove la popolazione è chiamata ad esprimersi sulla riforma costituzionale riguardante la giustizia. Il testo, voluto dalla maggioranza di centrodestra al Governo, prevede la separazione delle carriere dei magistrati - tra requirenti e giudicanti, ovvero procuratori e giudici - un evento in realtà raro (42 casi su quasi 9’000 magistrati nel 2024)..
Ci sarebbero inoltre, in caso di approvazione, lo sdoppiamento dell’attuale consiglio superiore della magistratura (CSM), l’introduzione del sorteggio per la scelta dei membri dei due organi di controllo delle toghe e la creazione di un nuovo organo di 15 membri dedicato esclusivamente ai procedimenti disciplinari contro i magistrati, un compito oggi affidato al CSM che quindi perderebbe il potere disciplinare
Al termine di mesi di campagna particolarmente accesa, sono sette gli articoli soggetti a modifica, da accogliere o respingere con un singolo “sì” o “no”. Non è richiesto il raggiungimento di un quorum: il voto sarà valido indipendentemente dalla partecipazione. Ciononostante, l’affluenza sarà determinante per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra.
Gli aventi diritto di voto sono poco meno di 51,5 milioni. La premier Giorgia Meloni ha più volte detto che non si tratta di un voto sull’attività del suo Governo, ma indubbiamente l’esito si presterà comunque anche a questa lettura. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati sostengono la riforma, così come Azione, +Europa e vari comitati che stanno all’opposizione. PD, M5S e Avs, oltre all’Associazione nazionale magistrati, si oppongono.
Lo scrutinio avverrà subito dopo la chiusura delle urne lunedì. I risultati sono attesi già in serata.
Notiziario 09.00 del 22.03.2026
RSI Info 22.03.2026, 09:13
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