Un mega-investimento extra da 16,5 miliardi di sterline (20 miliardi di franchi), il più sostanzioso dalla fine della Guerra Fredda, è stato studiato per un programma (spalmato su quattro anni) di riarmo e modernizzazione delle forze armate britanniche. E questo avverrà tanto sul terreno della deterrenza tradizionale, quanto su quello delle nuove sfide della cybersicurezza con "tecnologie all'avanguardia", dalla difesa spaziale all'intelligenza artificiale applicata agli apparati bellici.
A metterlo sul piatto sarà oggi, giovedì, in Parlamento il premier del Regno Unito Boris Johnson, nel secondo annuncio a effetto dopo quello sulla nuova politica ambientale improntata a una promessa "rivoluzione industriale verde" in economia che prevede fra l'altro l'anticipazione al 2030 del bando sulla vendita nel Paese di tutte le auto nuove a benzina o diesel a beneficio di un futuro di veicoli esclusivamente elettrici.
Il piano per la Difesa britannica, nei termini di una dichiarazione di Johnson al Parlamento anticipata mercoledì sera da Downing Street, contribuirà "fermare l'indebolimento dell'arsenale" britannico rispetto ai progressi di altri e a migliorare la capacità d'intervento dei militari anche sul fronte delle emergenze interne (come il coronavirus) e internazionali; oltre che a tutela dei propri interessi, di quelli "degli alleati e delle persone più vulnerabili" e dei "valori della democrazia in un mondo che cambia rapidamente". Non solo, ma si propone di offrire nuove opportunità di lavoro a 10'000 in più persone ogni anno nel prossimo quadriennio.
RG 12.30 del 18.11.2020 - Il servizio di Marzio Minoli
RSI Info 19.11.2020, 08:04
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