L'Air Force, l'aeronautica americana, non informò l'ente investigativo di polizia federale (FBI) della condanna per violenze domestiche emesse da una corte marziale nei confronti di Devin Kelley, il killer che in una parrocchia texana ha ucciso domenica almeno 26 persone.
Il suo nome sarebbe dovuto essere inserito in una banca dati federale. Questo, però, non è avvenuto e l'uomo ha potuto così superare i controlli preventivi e acquistare armi da fuoco, tra cui quella della strage.
L'Air Force ha ammesso la mancanza a distanza di 24 ore dal grave fatto di sangue. Una corretta segnalazione della condanna, secondo la legge federale, avrebbe impedito l'acquisto e il possesso di armi da fuoco (sul luogo della strage sono stati trovati centinaia di bossoli e 15 caricatori con 450 proiettili).
Intanto dall'autopsia è risultato che l'assassino si è sparato alla testa. Precedentemente era stato colpito da due proiettili: uno alla parte superiore del corpo e uno a una gamba, sparati da uno dei sopravvissuti alla sparatoria.
ATS/M. Ang.




