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Kosovo, commando uccide un poliziotto al confine

Usando granate e armi pesanti, sconosciuti si sono asserragliati in un monastero alla frontiera serba, aprendo il fuoco sulle forze dell’ordine locali

  • 24 settembre, 13:20
  • 24 settembre, 13:28
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Poliziotti kosovari perlustrano vicino a dove uomini armati hanno ucciso un agente KEY.jpg

Poliziotti kosovari perlustrano vicino a dove uomini armati hanno ucciso un agente domenica

  • Keystone
Di: AFP/EnCa

Uomini armati rintanati in un monastero, armi pesanti che sparano contro la polizia, un poliziotto ucciso: la situazione nel nord del Kosovo si è fatta caotica domenica, con le autorità di Pristina che accusavano “la criminalità organizzata sostenuta da funzionari di Belgrado”.

“Ci sono almeno trenta professionisti armati, soldati o poliziotti, che sono attualmente circondati dalle nostre forze di polizia e che invito ad arrendersi”, ha affermato il primo ministro Albin Kurti ai giornalisti, mostrando le immagini di uomini armati nel cortile di un monastero. “Non si tratta di civili”, ha detto, “ma di professionisti, poliziotti oppure militari”, che si trovano all’interno di un monastero, dove soggiornano i pellegrini, secondo quanto riferisce la diocesi locale.

“Secondo le ultime informazioni, uomini mascherati hanno fatto irruzione nel monastero di Banjska con un veicolo blindato e hanno forzato la porta. Al momento si trova un gruppo di pellegrini provenienti da Novi Sad (in Serbia) con un abate”, ha dichiarato la diocesi. Per la loro sicurezza si sono chiusi dentro e “uomini armati si muovono nel cortile, dove si sentono degli spari”.

Un ufficiale di polizia locale ha confermato all’AFP che la sparatoria stava continuando: “Si vedono uomini armati in uniforme. Ci sparano addosso e noi rispondiamo al fuoco”.

Le violenze sono in corso da quando, all’inizio di domenica, un poliziotto kosovaro è stato ucciso mentre era di pattuglia vicino al confine con la Serbia. Secondo la polizia, il poliziotto si stava dirigendo verso una strada segnalata come bloccata quando la sua unità “è stata attaccata da varie posizioni con armi pesanti, comprese le granate”. Uno dei suoi colleghi è rimasto ferito nell’attacco.

Il premier Kurti ha immediatamente condannato l’attacco come “criminale e terroristico” e ha accusato “funzionari di Belgrado” di offrire sostegno logistico e finanziario “alla criminalità organizzata”. “Questo è un attacco al Kosovo”, ha aggiunto dal canto suo la presidente Vjosa Osmani, precisando: “Questi attacchi dimostrano, se ce ne fosse bisogno, il potere destabilizzante delle bande criminali organizzate dalla Serbia, che da tempo destabilizzano il Kosovo e la regione”.

Notiziario delle 15:00 del 24.09.2023

  • 24.09.2023
  • 13:16
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