Il Pentagono e la Giordania gettano in parte acqua sul fuoco dell'entusiasmo dello Stato islamico (IS) che ha rivendicato di aver abbattuto mercoledì un F-16, cacciabombardiere di fabbricazione americana, appartenente all'aeronautica di Amman.
Mentre il pilota, il 27enne tenente Muath al-Kasaesbeh, è effettivamente nelle mani degli estremisti islamici, sia Washington, sia la Giordania ritengono che non ci siano prove che il jet sia stato distrutto dal fuoco di questi ultimi a Raqqa, mentre sorvolava la loro roccaforte in Siria.
Secondo entrambe le fonti il velivolo potrebbe aver avuto un problema di natura tecnica ed essere precipitato e il tenente, che avrebbe fatto in tempo a lanciarsi, si sarebbe salvato con il paracadute prima di essere catturato una volta a terra. Il Governo giordano ha confermato che il pilota che partecipava ai raid aerei in Siria è nelle mani degli jihadisti.
Red. MM/Reuters/AGI/EnCa




