l governo della cancelliera Angela Merkel ha approvato il disegno di legge che introdurrà in Germania il salario minimo di 8,50 euro l'ora (10,30 franchi). La legge, elaborata dal ministero del Lavoro guidato dalla socialdemocratica Andrea Nakles, dovrebbe essere varata entro l'estate e entrare in vigore dal 1 gennaio 2015.
Si tratta di un provvedimento che ha provocato molte contestazioni in Germania, dove diversi economisti ed esponenti della destra hanno segnalato il rischio che centinaia di migliaia di persone perdano il loro posto di lavoro.
Secondo l'accordo raggiunto dalla coalizione dei conservatori di Angela Merkel e dei socialdemocratici di Sigmar Gabriel, dal salario minimo sono esclusi i disoccupati di lungo corso (quelli che non lavorano da più di un anno) durante i primi sei mesi del loro reimpiego, così come i minorenni e i praticanti.
Con questa misura si vogliono eliminare alcune situazioni salariali critiche che si riscontrano in alcuni settori, tra i quali quello agroalimentare, e si vuole stimolare la consumazione all’interno della prima economia europea.
L’introduzione di un salario minimo rappresenta un grande cambioamento in un paese che storicamente lascia che siano i partner sociali a negoziare tra loro il salario.
Questa legge costituisce un progetto chiave del governo Merkel III. Infatti era una condizione sine qua non affinché i social-democratici acconsentissero a partecipare al governo.
ATS/CC
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RG 18.30 La corrispondenza di Walter Rahue
RSI Info 02.04.2014, 20:58





