La nave MV Hondius, dove è stato accertato un focolaio di hantavirus, ha lasciato Capo Verde mercoledì ed è attesa sabato a Tenerife nell’arcipelago spagnolo delle Canarie, da dove l’evacuazione dei passeggeri dovrebbe iniziare lunedì.
“Tutti i passeggeri resteranno sulla nave da crociera fino all’arrivo” degli aerei che li rimpatrieranno nei rispettivi Paesi, ha spiegato il Ministero spagnolo dell’Interno. La ministra della Sanità, Mónica García Gómez, ha precisato durante una conferenza stampa a Madrid che la nave arriverà a Granadilla, a Tenerife, nonostante l’opposizione delle autorità locali.

Tre persone sono state fatte scendere e sono partite in aereo per l'Europa
La nave battente bandiera olandese, con a bordo 88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio di 23 nazionalità, ha lasciato la baia di Praia, alle 19.15 in Svizzera. “Tre operatori sanitari supplementari sono saliti a bordo (...), al fine di assicurare cure mediche ottimali durante la traversata”, ha precisato l’operatore turistico Oceanwide Expeditions in un comunicato.
Evacuazione di tre persone, nuovo personale sanitario a bordo
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e Oceanwide, tre persone, due membri dell’equipaggio malati e una persona che era stata in contatto con uno dei casi confermati, sono state evacuate dalla nave e poi imbarcate su voli medicalizzati in partenza da Praia .Secondo Ann Lindstrand, rappresentante dell’OMS a Capo Verde, “tutte e tre in condizioni stabili e una di loro è asintomatica”. Un paziente è stato accolto a Leida, in Olanda, un altro era diretto all’ospedale universitario di Düsseldorf in Germania.

Un paziente è arrivato a Leida
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha indicato all’AFP che “non pensa” che la situazione sia simile a quella dell’inizio della pandemia di COVID-19. “Per il momento, il rischio per il resto del mondo è basso”, ha aggiunto. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, un’agenzia dell’UE, si è voluto mercoledì più cauto mentre “numerose incertezze permangono” sull’epidemia, invitando ad “adottare un approccio precauzionale, al fine di ridurre la probabilità di nuove trasmissioni”.
Ceppo delle Ande
Il ceppo di hantavirus rilevato su uno dei passeggeri della crociera evacuato in Sudafrica è quello delle Ande, l’unico trasmissibile tra esseri umani, ha dichiarato il ministro sudafricano della Sanità. L’ospedale universitario di Ginevra ha confermato di aver identificato lo stesso ceppo.
La compagnia olandese KLM ha annunciato mercoledì che uno dei passeggeri deceduto per un’infezione da hantavirus dopo aver viaggiato a bordo della MV Hondius è salito “brevemente” a bordo di uno dei suoi aerei che collegava Johannesburg ad Amsterdam, ma è stato fatto scendere prima del decollo. Le autorità sanitarie olandesi stanno contattando le persone che si trovavano a bordo di questo aereo “per precauzione”, ha precisato KLM in un comunicato.
Un passeggero ricoverato a Zurigo
Tre persone - una coppia di olandesi e una donna tedesca che hanno viaggiato a bordo della MV Hondius - sono morte dall’inizio della crociera, che era partita da Ushuaia nell’estremo sud dell’Argentina. Un altro passeggero della nave è inoltre ricoverato a Zurigo. “Quest’uomo e sua moglie rientravano da un viaggio in Sudamerica a fine aprile”, ha precisato la Confederazione mercoledì. Era sceso dalla nave durante lo scalo sull’isola di Sant’Elena fra il 22 e il 24 aprile.

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A questo stadio, l’OMS suppone che uno o più primi casi “siano stati infettati al di fuori della nave” dal virus e che ci sia stata poi “una trasmissione interumana”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, che dirige il dipartimento di prevenzione e preparazione alle epidemie e pandemie dell’OMS.
La coppia di olandesi aveva viaggiato in Sudamerica per mesi
Secondo le autorità sanitarie argentine, la coppia di olandesi (di 70 e 69 anni) deceduti ha viaggiato diversi mesi tra Argentina, Cile, Uruguay e di nuovo Argentina a fine marzo, prima di imbarcarsi sulla nave a Ushuaia il 1° aprile. Erano arrivati in America latina il 27 novembre.
Le autorità di Buenos Aires hanno annunciato l’invio di esperti in Terra del fuoco per cercare di risalire alle origini del contagio. Nella regione non sono stati registrati casi dal 1996, quando venne introdotto un obbligo di segnalazione. Se ne sono contati invece, ma senza focolai epidemici, in altre regioni argentine, andine in particolare: più di 100 dal giugno del 2025, il doppio rispetto all’anno precedente.

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