Dentro l'estate romana, in una piazza san Pietro piena come mai avevamo vista durante questo Giubileo della misericordia, è sbarcata una santa che - forse - meglio di altre figure religiose rappresenta l'essenza stessa del cristianesimo. E ci perdonino i concorrenti di alto livello per la radicalità dell'affermazione. Papa Francesco riesce a essere maestro della sintesi, quando vuole. "Siamo chiamati a tradurre in concreto ciò che invochiamo nella preghiera e professiamo nella fede", ha detto nella predica, pensando ai molti volontari presenti. Aveva negli occhi quella suorina albanese che nella sua lunga vita si è sempre attenuta ad un semplice principio: molta preghiera, prima dell'azione, ma poi atti concreti di aiuto, anzi di amore nei confronti di chi non spera più in nulla.
Ad una società disgregata, individualista, bisogna contrapporre degli antidoti, ne è convinto il Papa. Non parole, ma persone, sincere nelle intenzioni e nell'azione. Madre Teresa, che ha vissuto per gli altri, è l'esatto opposto dell'individualista, e la Chiesa cattolica, nell'anno dedicato alla misericordia, non ha fatto altro che estrarre dal proprio tesoro una donna che ha segnato il secondo Novecento e che risulta ancora totalmente attuale.
Un collega mi chiede il motivo di questo successo, a vent'anni dalla morte. Non so se vedo bene, ma oggi è raro trovare chi ti dà una carezza, ti abbraccia, chiede ciò di cui hai bisogno in modo disinteressato. Lo fa perché nella vita a sua volta ha trovato chi gli ha voluto bene e vuole esserne testimone. Sembra banale, è rivoluzionario. Amore è un termine svalutato. La società non si fida più delle parole, vuole testimoni. E se parliamo di amore, vuole incontrare chi ama, senza tornaconto. Per questo all'opera di Madre Teresa è stato perdonato molto, ad esempio di non essere stata precisa e professionale, secondo gli standard delle agenzie occidentali.
Le accuse non hanno scalfito la sua popolarità. Lei - e le migliaia di donne e uomini che l'hanno seguita - non amavano i poveri per soldi. Ma per portare la carezza del Cristo a chi vive il nostro tempo frastagliato. Qualcuna - in Yemen, ad Haiti - ha pagato con la vita la scelta di amare il nemico. Non c'è rupia che basti a contraccambiare questo amore.
Bruno Boccaletti
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