Mike Pompeo si è recato oggi, giovedì, in un insediamento ebraico in Cisgiordania. Si tratta della prima visita ufficiale di un segretario di Stato americano in carica in una colonia che sorge nei territori occupati. Una mossa che per i palestinesi si è tradotta immediatamente in una provocazione.
"Made in Israel"
Ma a gettare altra benzina sul fuoco sono state le dichiarazioni di Pompeo dette mentre si trovava in un’azienda vinicola di Psagot: i prodotti degli insediamenti nell’Area C della Cisgiordania possono essere etichettati "Made in Israel" negli Stati Uniti. Un annuncio che rompe una lunga politica internazionale in questo campo. Secondo infatti gli accordi di Oslo, dovrebbero essere ad esempio etichettati come "Made in West Bank" (Cisgiordania) e Made in Gaza per Gaza. Il portavoce del presidente palestinese Mahmud Abbas, Nabil Abu Rudeina, ha definito la decisione del Dipartimento di Stato americano “una sfida palese alla legittimità internazionale”.
E Pompeo sul suo profilo Twitter ha rilanciato affermando che "gli sforzi nefasti dell'etichettatura della UE facilitano il boicottaggio delle aziende israeliane... gli USA non tollereranno alcuna delegittimazione".





